Oggi che sta entrando in fase operativa il più grande strumento di incentivazione europea allo sviluppo dei paesi, la Basilicata si accorge che è priva di una pianificazione dello sviluppo e che quel piano strategico che doveva aprire la Legislatura a metà percorso non è ancora pronto. Da qui la corsa del presidente Bardi a licenziare senza troppe storie quel documento messo a punto dai tecnici esterni e che riecheggia, riproponendole, tante scelte del passato mai concretamente attuate. Più che di parlare di una programmazione puntuale , bisogna guardare al piano come documento cornice di un quadro che è da dipingere in alcuni settori importanti: quello infrastrutturale, cui sta pensando in verità il Governo con le scelte fatte sulle ferrovie, quello sanitario che deve declinare alcuni tempi come la sanità territoriale, il ruolo della università, la costruzione di una rete ospedaliera interconnessa, quello industriale, cui Cupapro ha già messo mano mandando al macero quel disastro politico amministrativo chiamato Consorzio Asi di potenza, quello culturale cui la consigliera Dina Sileo, delegata dal presidente alla materia sta lavorando e che sembra pronto per essere presentato in Giunta. Non conosciamo le scelte fatte, conosciamo però la ratio dell’approccio che la consigliere leghista ha dato al lavoro: il consolidamento delle virtuosità riconosciute,il protagonismo del capitale umano che opera nel settore e la professionalizzazione degli operatori nei diversi ambiti culturali. Il prodotto culturale “ made in basilicata” tiene dentro tre esigenze: la prima è preservare la memoria storica, le qualità antropologiche i valori identitati e popolari; la seconda la costruzione di competenze e di saperi, l’attivazione di centri di sperimentazione,la produzione di beni e attività culturali, ivi compresa la istituzione concertistica orchestrale ,la realizzazione di un centro produttivo didattico per la musica; la terza più direttamente legata alla promozione, sia nella parte che prevede le nuove dotazioni di hardware e software delle istituzioni culturali, sia per l’internazionalizzazione del settore anche con l’ausilio dei lucani all’estero. Il lavoro presumibilmente sarà portato in Giunta subito dopo l’approvazione del Piano strategico regionale. Rocco Rosa
PIANO DELLA CULTURA, MOLTE NOVITA’ IN ARRIVO

dina sileo, presidente IV commissione