Non si può dire che in Consiglio regionale si sia portata una anticipazione della strategia complessiva che la basilicata intende porre in essere a valle del Recovery fund . Ci si è limitati a discutere sul metodo con cui si arriverà alla bozza di piano, con una relazione del Presidente BARDI che delinea i passaggi compiuti e da compiere per arrivare al risultato e gli strumenti che sono stati attivati. Quelli della partecipazione innanzitutto, non solo con la raccolta dei contributi portati dalle forze imprenditoriali e sindacali, ma con la messa in piedi di due strumenti di partecipazione:  il   Consiglio delle autonomie locali e la Conferenza regionale per la programmazione , organismi di tipo consultivo e partecipativo che sono essenziali per una programmazione condivisa.

Sul piano del merito, si sono portate le emergenze con le quali il Piano strategico dovrà cimentarsi in via preliminare: 

  1. a) l’attenzione alle politiche ambientali, da concepire non più come vincoli per quelle agricole ma come fattori di sviluppo. Prevista una proposta di idee guida sulle “Politiche dei settori produttivi”, puntando su ricerca, sistemi territoriali, modernizzazione, sostenibilità, energia pulita, digitalizzazione; sulle “Politiche per la permanenza sul territorio”, puntando sulla parità di genere, generazioni future, sostenibilità sociale; sulle “Politiche per i servizi alle imprese e alle persone”, puntando sulla integrazione dei servizi, l’innovazione e riorganizzazione  e sulle altre “Politiche di gestione e sviluppo”, puntando sul turismo rurale, la gestione del suolo, l’efficienza idrica, l’ internazionalizzazione, la cooperazione;
  2. b)  una politica di insediamento abitativo, per le aree interne, capace di combattere lo spopolamento , la messa in sicurezza e il ripristino della rete infrastrutturale viaria anche scolastica,  una migliore organizzazione dei servizi alle persone in aree rurali;

c) lL ‘ingresso di nuova forza lavoro negli enti pubblici locali per  affrontare l’importante sfida della programmazione e della gestione della grande mole di fondi pubblici sia provenienti dal Recovery Fund, sia dallo Stato con il Piano per il Sud, sia della nuova programmazione dei Fondi Strutturali Europei 2021-2027.Circa i tempi ed i modi per raggiungere l’obiettivo della definizione completa della strategia di sviluppo regionale, la procedura prevista all’articolo 45 dello Statuto  prevede:

  1. una prima fase durante la quale la Giunta regionale raccoglie le informazioni utili per la predisposizione del Piano strategico, sentiti il Consiglio delle autonomie locali e la Conferenza regionale per la programmazione e le invia al Consiglio regionale con una Relazione illustrativa per l’avvio delle procedure di approvazione;
  2. una seconda fase in cui il Consiglio, vista la relazione programmatica della Giunta, entro trenta giorni delibera gli indirizzi per la redazione del Piano strategico regionale
  3. La Giunta regionale, entro i successivi novanta giorni, predispone il Piano strategico regionale e lo sottopone all’esame del Consiglio delle autonomie locali e della Conferenza regionale per la programmazione che esprimono un parere consultivo entro i successivi venti giorni.

Con la relazione sono stati approvati due allegati rispettivamente di Acito sul potenziamento dell’offerta turistica regionale e le nuove sfide da cogliere sull’innovazione, e di Sileo sulla centralità delle politiche culturali, investendo su tre asset: quello della protezione, produzione e promozione.