Io con il senatore Decio Scardaccione avevo una feeling particolare che era dettato dalla passione comune per il giornalismo. Avevamo fondato Lucania Democratica , un mensile che si proponeva di contrastare il potere assoluto di Emilio Colombo e le cazzate che pure uno Statista di quella statura poteva fare in omaggio ai poteri forti, che già allora erano debordanti. Allora il Potere assoluto si chiamava Ursini , Liquichimica, e quest’uomo qui si era messo in testa di fare di Metaponto la nuova Anic di Taranto, cioè un porto dove arrivavano petroliere ( mille all’anno) per scaricare il greggio che poi doveva essere trasformato negli stabilimenti dell’entroterra, Pisticci e ,appunto, Ferrandina, Si favoleggiava ( e ci sono gli atti del Consiglio regionale) di bistecche al petrolio, cioè di procedimenti che avrebbero persino portato a produrre una carne sintetica. Roba da pazzi il solo pensarlo, ma tanti e tanti presero per oro colato questa follia e la stavano portando avanti, non fosse stato per alcune persone , come Scardaccione, che vi si opposero seriamente, fino a determinare in Consiglio regionale, con i due consiglieri di cui disponeva ( Franco Vinci e Romualdo Coviello) e convincendo buona parte della sinistra regionale ( Cascino,il Pci), un orientamento contrario alla iniziativa che avrebbe distrutto il metapontino. Battaglie memorabili per fare le quali si era aggiunto, appunto, un giornale molto combattiVo, che era quello da me diretto. Per la prima volta , quel giornale introdusse (45 anni fa!!) la satira in copertina, come poi presero a fare tutti i principali quotidiani. Non c’era nessuna informazione che fosse più efficace dello sfottò, soprattutto allora, quando la satira non era accettata, e vedere l’Autorità assoluta, un Ministro, un Presidente della Regione, presi in giro, era una delizia per i lettori. Ma Scardaccione , cui oggi viene intitolata la piazza principale nella sua Sant’Arcangelo, non era solo un politico, anzi non lo era affatto. Era un economista ed un meridionalista di grandissimo valore, il cui nome è legato ad una riforma agraria che ha dato il futuro a gran parte del Meridione, Puglia e Basilicata soprattutto. Un economista che quando è stato ascoltato e non contrastato ha saputo disegnare le infrastrutture lucane lungo le Fondovalli che erano le dita della mano della Basilicata, una grande intuizione che è riuscita a determinare la connessione intra ed extraregionale. Discutere con lui, abbeverarsi alla sua cultura , seguire i ragionamenti era , per me ragazzo, una cosa incredibilmente bella. Gli sono grato per quello che mi ha dato ed ha dato alla basilicata. Se i suoi discepoli politici avessero preso un’unghia del loro Professore, la Basilicata probabilmente avrebbe avuto un altro destino. I Grandi sovente sbagliano nel pensare che chi gli sta dietro gli assomigli. Non è vero.