Giovanni Benedetto

Il Picerno, dall’inizio, ha mostrato i denti, per dimostrare che in questo campionato c’è. Quindi non chiamiamola fuga in avanti né periodo fortunoso di risultati, ma mietitura di quello che si è saputo seminare : una squadra quadrata, composta da elementi di categoria e guidati da un allenatore che conosce molto bene sia la serie D che il proprio mestiere.

Inizialmente la società, con molta umiltà, ha allestito una squadra di elementi scelti con oculatezza e per di più senza pesare eccessivamente sul bilancio.

Anche i risultati positivi e il primato in classifica conseguiti e conservati a pieno merito fino alla sua 35esima partita di campionato, non hanno mai esaltato l’ambiente al punto di abbandonarsi a dichiarazioni trionfalistiche: sempre con i piedi per terra, con cautela, quasi con timore reverenziale verso le corazzate Cerignola e Taranto, la lunghezza e le insidie del campionato hanno sempre suggerito ai melandrini di giocare a fari spenti.

Siamo arrivati a nove partite dalla fine, e il Picerno guida ancora in maniera superba la classifica con una partita in meno, col Taranto messo all’angolo dalla sconfitta di Gravina e il solo Cerignola che sta dietro ad un punto.

Il Picerno é ufficialmente candidato alla promozione in serie C, un lungo sogno che non ha mai voluto svelare, adesso é realtà: i melandrini in queste ultime otto partite saranno la squadra da battere.

Fare pronostici sulle prossime  partite, non é possibile, ogni partita sarà una storia a sé e i picernesi sono consapevoli che devono più di prima impegnarsi e concentrarsi al massimo: nessun avversario concederà loro degli sconti.

Poi se vuole rendere meno scoppiettante il doppio scontro diretto, in casa contro il Taranto e la domenica successiva a Cerignola, dovrà mettere più fieno possibile in cascina nei prossimi sei incontri.

Già domani, al Curcio, scenderà in campo il Gravina che carico della sconfitta inflitta al Taranto vorrà fare risultato anche contro i lucani, i quali consapevoli di incontrare una squadra tosta prenderanno le dovute contromisure per realizzare il bottino pieno.

Lasciando a distanza di quattro punti il Cerignola e di otto il Taranto questa volta chi dovrebbe invocare il proprio Santo per un  miracolo, non sarà più il Picerno, ma le due squadre pugliesi.