rocco sabatella

La peggiore prestazione del Picerno nelle prime sei gare del campionato arriva sul campo della Vibonese dove i padroni di casa con troppa facilità mettono sotto la squadra di Giacomarro. 3 a 1 il risultato finale per un dominio assoluto dei calabresi che già dopo 13 minuti mettono la partita al sicuro con le reti di Prezioso dopo tre minuti e il raddoppio di Allegretti.  Ma sulla partita pesa come un macigno la scandalosa decisione di uno degli assistenti dell’arbitro che al minuto 20 del primo tempo alza la bandierina per fare annullare la rete di Calabrese per un fuorigioco inesistente. Qui non parliamo di centimetri più avanti o più indietro ma Calabrese è partito verso la porta avversaria, sul rinvio del portiere Pane, almeno 2 o 3 metri dietro all’ultimo difensore. Non sappiamo che cosa ha visto l’assistente che ha indotto il direttore di gara ad annullare la rete. Andare sul 2 a 1 avrebbe cambiato sicuramente le cose e probabilmente avremmo assistito ad una partita diversa. Perché la rete avrebbe dato morale al Picerno e avrebbe minato le certezze della Vibonese. Ci sentiamo di rivolgere un invito al designatore arbitrale della serie C: escluda dai ruoli arbitrali l’assistente che ha segnalato il fuorigioco inesistente prima che combini altri guai. Detto questo, non possiamo non rimarcare come il Picerno sia andato in bambola e sia stato incapace di abbozzare una reazione degna di questo nome. Gioco farraginoso, lento, impacciato e pericoli per il portiere di casa pari allo zero. Dal grigiore generale non si è salvato nessuno e anche le scelte iniziali di Giacomarro non sono sembrate le più giuste. Nemmeno i cambi effettuati ad inizio ripresa hanno cambiato il corso della partita e la Vibonese non ha mai incontrato serie difficoltà nel tenere sotto controllo la situazione.  Forse nelle scelte iniziali di formazione si è pensato troppo alla gara di sabato con il Bari. Invece la partita con la Vibonese, che era un vero e proprio scontro diretto per la salvezza, andava affrontato con un altro spirito e con altre scelte iniziali. Ieri bisognava mostrare gli attributi perché il risultato era molto importante. Fiumara e Calabrese sono sembrati pesci fuor d’acqua e mai in grado di dare un contributo efficace alla squadra. Ma anche il resto della compagnia ha lasciato molto a desiderare ed è incappato nel solito difetto di questo inizio di torneo che ha caratterizzato le ultime prestazioni: ossia un approccio deleterio alla partita. Siccome la cosa si sta ripetendo troppo spesso, abbiamo l’impressione che il problema sia da addebitare alla mancanza di personalità del gruppo a disposizione di Giacomarro che non dispone di elementi con la dovuta esperienza di questo campionato che possano essere in grado di aiutare i compagni a saper gestire meglio le fasi iniziali delle gare. Il Picerno ha un organico pletorico di oltre 30 giocatori e di questi ce ne sono almeno una decina che con la serie C non hanno niente a vedere. Sarebbe stato meglio, nella costruzione della squadra, privilegiare la qualità con l’ingaggio di altri  3/4 giocatori di grande personalità ed esperienza della categoria. Nella ripresa si aspettava la reazione del Picerno che non aveva più niente da perdere, ma la partita è proseguita sulla stessa falsariga del primo tempo. Possesso palla sterile del Picerno, nessuna palla gol e invece  ripartenze ordinate e micidiali dei padroni di casa che blindano il punteggio con il pallonetto di Emmausso che approfitta di un altro orrore dei difensori lucani e batte Pane. Ha solo le sembianze di una grande soddisfazione personale la rete della bandiera del Picerno segnata con una magistrale punizione sulla barriera di Nappello. Ma era ormai troppo tardi per riaprire i giochi. Adesso bisogna rinserrare le fila, lavorare e cercare di cominciare ad eliminare gli errori che si stanno ripetendo con troppa assiduità. Limitare i danni, cercare di strappare punti dove è possibile e poi a gennaio intervenire drasticamente sull’organico nel mercato invernale per migliorare la qualità dell’organico per non incorrere in rischi inutili di trovarsi impelagato nella lotta per la salvezza.