La SiderPotenza rappresenta per il  capoluogo un punto di riferimento produttivo  e lavorativo importante, non solo per la qualità della produzione, o per le capacità occupazionali che danno futuro a 250 famiglie , ma perché a suo modo è una azienda modello, nel quale il rapporto tra proprietà e lavoratori è strettissimo e richiama le migliori esperienze che in Italia si sono registrate. Negli anni scorsi ha intrapreso un percorso di innovazione, eliminando i fumi dalla fabbrica e convogliandoli verso un impianto di valorizzazione termica , oltre che applicando un sistema di controllo TAC nella solidificazione dell’acciatio. Tra l’altro è tra le poche acciaierie da fonte elettrica, che utilizza  la tecnologia con il minor impatto ambientale in termini energetici e di emissioni.

FRANCESCO PIETRANTUONO, EUROPA VERDE

Oggi però l’azienda corre grandi rischi ed è costretta a diminuire la produzione,  a organizzarla nelle ore e nei giorni in cui la bolletta sale di meno e ad interrogarsi con preoccupazione se non sia arrivato il momento di chiudere. A Potenza come in altre sedi del gruppo si vivono ore di angoscia, aspettando che il Governo intervenga, come pure ha promesso , per queste aziende che per forza di cose sono energivore. Su quello che può fare la Regione però i pareri sono discordanti e mentre lo staff  del presidente Bardi dice che bisogna vedere con il Governo e l’europa su come dare sostegni alle aziende lucane, c’è chi sostiene, leggi alla mano, che un impegno diretto della Regione per il sistema produttivo è già possibile, con la legislazione in atto dirottando parte dei contributi delle rojalties verso queste finalità. Di questa tesi è portatore l’ex assessore regionale all’ambiente, , Francesco Pietrantuono, oggi imepgnato con Europa Verde in queste elezioni, che oltre ad avere onorato il suo mandato assessorile con risultati notevoli, è un esperto indiscusso di energie alternative . Per lui infatti “ la clausola della tutela della concorrenza che limita gli aiuti di Stato, è stata più volte derogata in questi due anni. Ma purtroppo l’incapace governo regionale del centro-destra ha dimostrato enormi difficoltà nel riuscire a governare le cose semplici figurarsi le cose complesse”.

Sappiamo della sua critica al bonus gas, con  il meccanismo farraginoso che questa legeg regionale comporta , ma nello specifico di sostegno alle aziende energivore, che cosa si può fare?

“ Non abbandonare il già fragile sistema produttivo è un imperativo che contrasta con i tempi lunghi che las regione sui è data. Bisogna reagire con tempestività  a cominciare proprio dalle aziende piàù energivore che operano in basilicata, quali la SiderPotenza, che, secondo la nostra proposta,può diventare un modello nazionale di sperimentazione dell’utilizzo di idrogeno.

Ci spieghi meglio

L’idrogeno può avere un ruolo cruciale nel garantire il raggiungimento degli obiettivi europei e globali di decarbonizzazione al 2050. La combustione dell’idrogeno infatti non genera emissioni di CO2 e, in prospettiva, l’idrogeno “green” prodotto attraverso l’elettrolisi da fonti rinnovabili come sole e vento permetterà a queste risorse non programmabili di beneficiare della capillare rete di trasporto gas e degli stoccaggi, contribuendo a fronteggiare la sfida dell’intermittenza dell’energia verde. Sulla scorta di ciò che Snam sta facendo a Contursi Terme, dove si è arrivati all’immissione in rete gas di un mix al 10% di idrogeno, si sarebbe potuto avviare già tempo la stessa cosa a Potenza.

In linea generale, già applicando la percentuale del 10% di idrogeno al totale del gas trasportato annualmente da Snam, se ne potrebbero immettere ogni anno in rete 7 miliardi di metri cubi, un quantitativo equivalente ai consumi annui di 3 milioni di famiglie e che consentirebbe di ridurre le emissioni di anidride carbonica di 5 milioni di tonnellate.

Non parliamo in linea generale, stiamo  al caso della Siderpotenza, per piacere

Nello specifico si sarebbe potuto avviare un impianto di elettrolisi con immissione in rete gas o in rete diretta senza stoccaggio e senza fuel cell per un impianto funzionante a 5MW istantanei. Questo avrebbe consentito un risparmio del 90% su consumi dell’acciaieria o dl 23% sui consumi del laminato, e nulla vieta di aumentare le potenze! Un risparmio di oltre 2 mil di metri cubi di gas.

Ma su quali fondi, possono bastare i sostegni diretti della regione

c’è la possibilità di farlo con il progetto “Infrastrutturazione di rete, siti di stoccaggio e distribuzione di idrogeno e metano liquido nelle principali aree industriali della Regione” finanziato per 500 mil di euro nell’ambito del PNRR.

Perché non lo si fa

Non lo so, se per incompetenza, o perché, non potendosi intestare la paternità di questo progetto assentito alla Basilicata, c’è una certa ritrosia a percorrere questa via. Oppure, perché rutta la filosofia dell’intervento messo in atto dal Governo bardi è far continuare in Basilicata l’uso del gas, una sorta di nuova dipendenza incentivata da un bonus che assume sempre più la forma di una catena per legare questa comunità all’uso della risorsa fossile.