Che il consigliere Bradascio non fosse interessato a tornare in consiglio regionale è cosa nota: si era dimesso proprio per una valutazione tra professione, progetti e politica ed aveva concluso, ad onor suo, che la terza valeva meno delle altre due nel proprio percorso di vita. Pace e Galante si sono messi in testa di recuperarlo alla causa politica e gli hanno prospettato la possibilità di fare il candidato Governatore della lista di centro, cioè come una candidatura che poteva avere più chances delle altre nel caso si fosse deciso di dare la guida della coalizione a qualcuno che non fosse del Pd. Poi è successo che si è scelto di fare le primarie e che Pittella non ha voluto mettersi da parte , per cui la partecipazione alle primarie di cndidati di altri partiti , Bradascio compReso, diventava uno scudo di legittimità per il Pd, per arrivare al risultato di ricandidare il presidente uscente, facendolo passare per l’esito (scontato) di una consultazione democratica. E qui sono saltati i nervi al consigliere Bradascio che ha pensato di essere stato messo in mezzo , a fare da specchietto per le allodole di una finta unità di coalizione. Se i retroscena sono questi, e lo sono., il rifiuto di partecipare alle primarie da parte del consigliere Bradascio ci sta tutto. Meno che le parole, le frasi e i giudizi rivolti a Pittella, come se dovesse essere tacito il fatto che quest’ultimo avrebbe dovuto fare un passo indietro e far avanzare una candidatura alternativa alla propria. C’era questa intesa? No! Non c’era.! E’ che in questo momento il povero Pittella è infrequentabile di giorno ,ma frequentato di notte da chi vuole che faccia il grande gesto di trasmettere il testimone , non solo facendo il sacrificio ma anche sostanziando tale gesto con il travaso di consensi indispensabili per poter arrivare al risultato. Di giorno puttana e di sera benefattrice. Tutti si sentono Presidenti in pectore previa abdicazione di quello in carica . Ora, una cosa è la ricerca di unità, il senso di responsabilità nella ricerca di soluzioni larghe, che nessuno, nemmeno Pittella, dimostra di avere, un’altra è prendere parte ad un progetto con la riserva mentale di una serie di passaggi tattici che dovevavno portare al risultato. Tutto questo nell’idea dei fondatori di progetto popolare non c’era: C’era la sola disponibilità a presentare un proprio candidato. Anche alle primarie , se necessario. Da qui l’uscita clamorosa di Bradascio, il cui significato è esattamente questo: perchè mi avete disturbato per una ipotesi che non c’era ? La questione non scalfisce minimamente la posizione del movimento centrista , a vocazione cattolica, che Pace e Galante stanno ponendo in atto. Si sono dimostrati entrambi animali politici di tutto rispetto, tenendo la barra dritta e anche subendo torti e tradimenti dallo stesso Governatore, ma non hanno abbandonato il senso della loro posizione politica: che è contro le politiche di esclusione e di discriminazione e contro ogni attacco alla famiglia. Un partito di centro che interpreta appieno gli ultimi messaggi di impegno sociale lanciati dalla Chiesa. Detto questo, le primarie sono una cosa inconcludente e poco serie: se è un giochetto ,esso è stato scoperto, se è un modo per rimettere tutti insieme in uno sforzo propositivo, esso è stato sconfitto già un’ora dopo la decisione presa. Se Pittella si vuole candidare, il Pd al suo interno deve trovare la forza per dire : e’ il candidato del partito, chi ci sta ci sta. La corda si è già spezzata e non rimane che sciogliere la compagnia. Rocco Rosa