Uno che ha le sorti di una regione in mano non può permettersi di perdere la calma , anche quando ha le scatole rotte da una situazione di tira e molla dove ognuno pensa a portare a casa qualcosa. Questa giunta balneare all’indomani di un ennesimo nulla di fatto non ha nulla di politico e ha il difetto di complicare ulteriormente una situazione già difficile. Primo, non è una giunta rappresentativa, perchè nasce senza o in assenza del principale partito, 2) non è una giunta equilibrata perché conferisce ai cosidetti minori un peso spropositato, considerata anche la presidenza del Consiglio ,3) non è una giunta che alza il tasso di competenza dell’esecutivo, giacchè le carenze vere restano incolmate. Detto tra noi sarebbe stato meglio arrivare fino a Natale con lo stesso assetto. Perchè di questo si tratta: di aspettare che Roma dia una risposta a tutto : a chi governa la Nazione ,a chi governa il partito, a chi comanda nelle regioni. Da questa strada, mio caro Governatore, ci sarà sempre da attendere, perché da Roma arriverà un problema al giorno, un rinvio al giorno e una decisione ogni giorno contraria a quella del giorno prima. No, Lei ha il dovere di governare al meglio e deve chiedere che gli altri diano il meglio di quello che possono dare. E il meglio non è mettere un uomo di fiducia qui, uno lì, questo è mio, questo è tuo. Il meglio è mettere il partito in zona neutra, con persone che non ne facciano un trampolino di lancio, il gradino importante di una carriera, ma che lo curino come un medico con l’ammalato, ridandogli un aspetto decente, rieducandolo a stare in mezzo alla gente, riportandolo a quella funzione di supporto alle decisioni delle Istituzioni, senza esserne né la cassa di risonanza , né il bastone tra le ruote. Paradossalmente ha ragione Mario Polese nel chiedere un congresso di rinnovo cariche: sarebbe la via migliore per ridare una rappresentanza diretta agli iscritti, in una corretto rapporto di forza . Ma bisogna mettersi d’accordo sulla premessa di un partito che esercita equilibrio e mediazione , non la funzione notarile di certificare la volontà del più forte . Senza dialogo, senza rispetto delle minoranze, senza la garanzia di un corretto confronto, non si va da nessuna parte. Spiace constatare che mentre sul piano del governo regionale si affrontano i problemi con coraggio , determinazione e competenza, su quello del dialogo politico si continua in atteggiamenti che sono una perniciosa rimanenza del passato, di quello che si doveva buttare e lo si riusa per convenienza. Ho sempre agognato un Presidente capace di dialogare al di sopra del partito in nome di una rappresentanza più ampia che tiene conto dell’interesse esclusivo della comunità regionale. Il passato mi aveva abituato a vedere una Istituzione che era ai piedi di un partito, ossessivamente intento solo a offrire panini a tutti quelli che aprivano la bocca. Ora assistiamo ad una Istituzione che passa sopra al partito, come se non ci fosse. In medias res stat virtus.
PITTELLA, UN GESTO DI STIZZA PIU’ CHE UN ATTO DI FORZA
