SI FARA’ TUTTO QUELLO CHE E’ NECESSARIO PER INIZIARE IL PROCESSO DI STABILIZZAZIONE
Il disegno di legge della giunta regionale approvato ieri in Consiglio stabilisce, in materia di personale, di dare avvio entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge al processo di stabilizzazione del personale non dirigenzial
Il governatore della Basilicata ha ricordato i primi tentativi andati a vuoto negli anni scorsi di avviare il processo di stabilizzazione dei precari “attraverso una selezione per il tempo determinato”. “Rispetto a quel concorso – ha evidenziato – in molti, animati da diversi motivi, pur legittimi, si misero di traverso. Molte di quelle persone si trovano oggi a fare smorfie e a dissentire sull’attuale progetto. Ma l’azione dell’amministrazione regionale ha già consentito di stabilizzare, giovandosi di un recente decreto, i precari Alsia e quelli laureati in Scienze forestali. Sui precari dell’amministrazione regionale – ha messo in chiaro Pittella – che c’era tanto di accordo siglato con i sindacati, che prevedeva in base a risorse economiche e agli spazi di assunzione concessi all’ente Regione, di poter immaginare un percorso per arrivare alla stabilizzazione. Ma non se n’è fatto nulla. Oggi – ha continuato il governatore – la riforma Madia del pubblico impiego ci consente spazi ancora stretti rispetto alla platea dei lavoratori interessati: cercheremo di individuare una soluzione per tenere insieme tutti, se la norma ce lo consentirà. C’è chi ha pensato che l’esternalizzazione dei servizi di cui si occupano oggi questi lavoratori non fosse la soluzione al problema. Noi pensiamo invece che in parte lo è. L’altra parte ce la consegna la riforma Madia. E’ chiaro che se avessimo avuto la possibilità di somministrare una deroga complessiva alle quote assunzionali e alla sostenibilità economica lo avremmo fatto. In questo momento – ha proseguito – siamo anche disposti ad incassare il dissenso: daremo al tempo la possibilità di analizzare i nostri comportamenti e di fare una valutazione complessiva. Infine – ha concluso Pittella – un appello a quei precari che da un lato chiedono la stabilizzazione e dall’altro, profittano dell’attuale status per svolgere contemporaneamente più lavori. L’appello di più etica che spesso si rivolge alla politica, trae origine da chi etica non pratica. Ed io al silenzio preferito da chi dovrebbe prevenire e poi denunciare queste cose e che spesso si erge a detentore di medicine vivifiche della Regione, ho scelto la strada della verità e del coraggio; per anni abbiamo vissuto lasciando tanti giovani nel bisogno e nell’incertezza. Oggi a noi toccava cambiare pagina e lo abbiamo fatto; a qualcuno non piacerà e rilancerà, sapendo solo puntare l’indice”.
