La proposta dell’ex Presidente della Regione,Marcello Pittella, sulla utilizzazione da parte dell’ENI del credito d’imposta voluto dalla recente legge sul sisma bonus è una straordinaria opportunità non solo per l’Azienda petrolifera di esercitare un ruolo di promozione e riqualificazione del territorio , ma , con gli opportuni adeguamenti, può anche essere messa al centro della trattativa per il prosieguo della convenzione sullo sfruttamento petrolifero in val d’agri. Convenzione inopinatamente ferma e che vede il cane a sei zampe diventato improvvisamente sordo rispetto alle rivendicazioni regionali, proprio quando le cose dovevano per lui andare bene  con la visita in azienda di quelli col casco giallo. Pesa evidentemente in questo atteggiamento anche la vicenda giudiziaria che sta accelerando il suo iter verso la conclusione e che turba i sonni della dirigenza.  In questo senso, l’iniziativa di Pittella è un assist allo stesso governatore Bardi, che può mettere allo studio la proposta per adattarla meglio alle esigenze regionali, e fare un accordo che possa dispiegare la forza progettuale, operativa e finanziaria del colosso petrolifero  milanese. Non è detto che la stessa normativa non  possa essere modificata a livello nazionale per far fronte   in maniera più adeguata alle esigenze di creare lavoro diffuso, candidando centinaia di opere di riqualificazione sismica ed energetica che possono riguardare sia il pubblico ( scuole, edifici comunali, ospedali), sia il privato (abitazioni, capannoni, edificio artigianali ecc) , così come lo stesso Eni potrebbe dar vita agevolmente alla prevista ma mai realizzata mappatura sismica di tutti gli edifici ad utenza collettiva, in modo da avere una serie graduatoria dei punti di crisi da affrontare. La proposta dell’ex presidente Pittella è una proposta intelligente e che merita un vaglio serio da parte dell’Esecutivo.  Per male che possa andare, c’è il cerchio dei comuni  del distretto petrolifero, quelli che già sono firmatari della convenzione con Eni, che avrebbero il diritto di essere riqualificati, a cominciare dai centri storici e dal loro bello ma precario tessuto edilizio. Insomma, si mettano i tecnici al lavoro per calibrare, migliorare , rendere più funzionale la proposta e possibilmente la si accompagni con un deliberato del consiglio regionale ,corredato se possibile da analoghi deliberati dei comuni interessati. Un acordo nell’accordo che porterebbe la più grande azienda italiana , già attiva nel campo della riqualificazione energetica, a diventare un player di assoluto valore nella ristrutturazione antisismica dei centri storici e dell’edilizia pubblica. Questa proposta, concreta e non velleitaria, sorregge il convincimento dell’opinione pubblica che in questo momento storico la classe politica deve dare il meglio di sé, senza polemiche, senza acrimonia, senza litigi sterili, coinvolgendo davvero tutti quelli che sono in grado di dare un contributo alla rinascita di questa regione. Vedremo  . ROCCO ROSA