Molte delle cose che andiamo gridando da tempo nel deserto di una politica regionale asfittica, da qualunque lato la si guardi, sono rimbalzate nella riunione che il pd ha tenuto ieri sullo stato delle infrastrutture e sul percorso del PNRR, grazie alla voce autorevole del senatore Margiotta, uno che nelle grandi decisioni c’è sempre e che nei luoghi che contano ha sempre avuto udienza, a dimostrazione di una capacità di fare politica che gli è stata sempre riconosciuta- Ebbene, il parlamentare lucano ha confermato la tesi secondo cui le sole cose che ci stiamo prendendo in Basilicata sono le grandi opere decise a Roma, tra cui la Salerno-Reggio Calabria rispetto al cui percorso alternativo si è riusciti a raggiungere risultati notevoli ed insperati per la Basilicata, sostituendo allo storico percorso litoraneo, quello interno che tocca la Basilicata in un punto nevralgico, luogo di incontro delle grandi direttrici lucane come la Sinnica, la Agrina, la Satriano –Polla e la Basentana all’altezza di Romagnano. Questa è la vera posta in attivo, assicurata anche dagli investimenti finali sulla Matera- Ferrandina , dall’impegno a proseguire verso Gioia del Colle, oltre che dall’ammodernamento della Potenza Foggia e sopratutto alla Taranto –Potenza-Battipaglia la cui scelta di lavorare sul percorso esistente è stata quasi una atto dovuto, sia per la presenza di un lavoro progettuale già in essere, sia per un calcolo costo-benefici che Rete Ferroviaria Italiana si è fatto, laddove a fronte di una velocizzazione di 25 minuti nel tratto tra Potenza e Battipaglia , si può contare su tempi certi e soldi sicuri al posto di un’alternativa, suggestiva forse, ma che avrebbe presentato incertezza di tempi e di fattibilità. Ma il cuore del ragionamento è un altro, ed è cioè che se abbiamo portato qualcosa è perchè è intervenuto il livello romano, con la sua capacità decisionale e quella operativa delle grandi agenzie di servizio ( Rete feroviaria ecc), mentre quella parte residua, legata alla capacità progettuale dei Comuni e degli enti locali vede le regioni del Sud e la nostra in particolare in corsa sul binario e incapaci di prendere il treno al volo, col rischio di perdere molte delle occasioni. Proprio Margiotta ha riferito della indicazione che Bonaccini, uno che rappresenta l’eccezione fortunata di una Regione efficiente, ha dato ai suoi, e cioè di essere pronti a presentare progetti per quella parte che il Sud non riuscirà a spendere e che richiederanno ovviamente proposte sostitutive. Questo è il vero problema sul quale stiamo insistendo da tempo, di fronte ad una task force partita in ritardo, ad un mancato supporto progettuale ai Comuni, e a uno scarsissimo coordinamento della Regione. Hai voglia a vergare comunicati autoesaltatari! I conti si faranno alla fine. E la fine non è molto lontana. rocco rosa
PNRR, MENO MALE CHE C’E’ LO STATO
