LUIGI GILIO

Verso sera

La sera.
s’adegua il silenzio,
Tenue si fa la luce,
più quieto,
il passo.

Là, in alto!
Un capezzale chiaro,
illumina la strada.
L’infinito s’accuccia 
nell’anima mia.

Ora esploro,
nutro il tempo, 
nel peso degli anni.
Nell’imbrunire,
si sbottona la fatica.

Penso a te, 
parte del mio cuore, 
da sempre ferito.
Il sogno!
Si fa dolce verso sera.

 

La posta

Dov’è che sosta la fonte? 
Oh, argenteo sole. Mai domo!
I tuoi ultimi fasci,
cali in fondo al mare.

Il cuore trema,
un altro giorno se ne va.
La vita di un sogno filato, porta con se,
nella notte che gela.

Di quale amore?
alle immature mani! Cogli ora la posta.
Hai dettato il ritmo,
del ballo che chiami girotondo.

rotea in tondo, rotea,
cadenzandolo il tuo mondo.
Io ho amato, ho odiato
allo stesso modo di come scaldano i raggi del tuo sole.

 

FRANCESCO BERGAMASCO

FANTASMI