Mario Polese, che ha preso in mano un partito abbastanza debilitato dal voto, si è messo all’opera in silenzio e, solo dopo aver disegnato una sua strategia di rilancio, si è offerto alla curiosità dei media. Dalle sue dichiarazioni a Leo Amato del Quotidiano si evince che si è reso conto che, così com’è la coalizione non si va da nessuna parte e che più che mettere insieme i cocci è preferibile fare un vaso nuovo. Vuole allargare la coalizione ai portatori di nuovo, alle associazioni, ai volti emergenti nei paesi nei quali bisogna andare al voto, ai Sindaci che più si sono fatti apprezzare nel loro lavoro. Ha dovuto chiudere prima i conti interni al partito, mettendo a tacere quelli che si lamentavano di essere all’angolo e poi si è messo a tessere la tela con le altre sigle, a partire da Leu che, se in campo nazionale non ha brillato, in campo regionale possiamo dire che si è salvato. Un partito del 5 per cento non si può tenere fuori da un discorso di rilancio della coalizione regionale. Sul Governatore la posizione è nota. Ne parliamo alla fine ed è apprezzabile la generosità di Pittella nel dire che della sua ricandidatura non ne fa una “conditio” preliminare. Adesso però , fermo restando che la coalizione sarà, per Polese, la più larga e la più inclusiva possibile ( tradotto: non litigate su chi deve esserci e chi no), il vero tema è capire quale strategia è più idonea per portare a rivincere il Centrosinistra. Lui, Polese, non lo dice ma al centro della questione c’è una pronta modifica della legge elettorale, con l’abolizione del listino e un meccanismo che esalti la capacità di mettere assieme le forze. Infine la programmazione, in tre quattro punti che segnino il nuovo, il primo dei quali è ripartire dai due capoluoghi che debbono fare sistema ed essere punto di riferimento del territorio. Quanto a Potenza, rispetto all’enfasi con cui si parla dall’uscita del dissenso, Polese non ha dubbi. E’ stato solo merito del governo Pittella: senza quei 32 milioni saremmo ancora all’anno zero. Più in là non va , ma sembra di capire che far scendere di sella de Luca equivarrebbe a vanificare tutti gli sforzi che la regione ha fatto per aggiustare la compromessa situazione del capoluogo di regione. E poi c’è il Potenza che, fresco di vittoria del campionato, dal bilancio si aspetta la ristrutturazione del campo. r.r.
POLESE: LA REGIONE HA SALVATO POTENZA, DA OGGI PARTE IL RILANCIO
