BY ROCCO ROSA

E’ la politica, bellezza! E’ il succo liofilizzato dell’intervento di Pittella sulla elezione del neo presidente del Consiglio regionale , Mollica. Ci sono, dice Pittella, ragioni che impongono di allargare la maggioranza a sostegno del Governo regionale. Per ora limitiamoci ad un riconoscimento istituzionale di una formazione che, a Roma, collabora attivamente a Roma col Governo  Renzi  e che è parte riconosciuta di una maggioranza politica, poi si vedrà. Detto così, il ragionamento  del Governatore Lucano è inattaccabile sul piano politico ma è una bomba nei rapporti all’interno del Pd lucano , con un Pittella che nel partito lancia la sfida “ o con me o contro di me” e fuori del partito si costruisce una maggioranza istituzionale che lo sgrava dalla dipendenza-ricatto dei suoi avversari interni . Una iniziativa forte che ha praticamente messo fine alla guerra fredda e apre la fase di quella guerreggiata, come succederà da domani in tutti i consessi dove una maggioranza alternativa può far fuori i pittelliani doc. Il solo a ridersela sotto i baffi è il deputato Folino che per tempo ha capito l’aria che tirava e si è trovato, prima degli altri e meglio degli altri, una collocazione che lo concilia con la base più radicale della sinistra lucana. Gli altri aspettano, mugugnano o esplodono in contumelie personali , scordandosi che quelle stesse cose , negli stessi termini, lo hanno fatto con altri. Per quello che posso capire l’obiettivo è arrivare così, in questa forma sospesa, fino ad ottobre, quando o renzi e i renziani vincono e dettano le regole ai perdenti ( da qui la concessione del congresso anticipato del Pd) oppure perdono e allora ci si dovrà ricontare, con Renzi o senza di lui, a Roma come in periferia. L’ingresso di Mollica e Pace pone però, al di là dello spessore dei due, un problema per quanto riguarda la competizione al centro, andando essi a insidiare direttamente la componente moderata del Pd, nelle sue varie forme cattoliche e laiche. Questo allargamento può essere un bene se si trova in questa novità istituzionale lo stimolo per  ridefinire, all’interno del Pd, forma, contenuti e messaggi di una componente moderata:  viceversa , se non vi è questa reazione,  e ognuno cerca per vie traverse le risposte personali cui ambisce, si crea un’autostrada  per tutti quelli che sono stanchi del Pd ma non sono stanchi del potere regionale, dei suoi benefici e della contrattazione do ut des.  E’ ora di capire che si rischia di rinverdire la massima secondo cui “mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata” Né è da sottovalutare il fatto che alla massima carica del Consiglio siede ora uno che ha avuto il fegato di ricandidarsi in barba a tutte le questioni morali o pseudo tali, mentre tanti altri , nella stessa situazione,  Viti, Straziuso, Restaino, Falotico, Rocco Vita , sono stati  “vittimati” da un criterio morale o pseudo tale. ( in copertina,il neo presidente del Consiglio regionale, Franco Mollica)