LUIGI GILIO
Se dovessi nei tuoi occhi vedermi stillante
cercherei il tempo che rimane sul filo di un’altra domanda
e tutto quello che batte in un gran segreto
sarà come il rumore di una cascata o il battito del mio piccolo cuore
lasciarsi adesso, lasciarsi ora
con lo stupore ricco dell’aviere che solca l’aria nel cielo
un invito da squarciagola a perdersi come i fumi del vapore
sarà un dolore finale di una storia che perde l’amore
non è che un piccolo addio che corre sul prato
si ferma perché sembra essere troppo sudato
sarà qualcuno che l’asciugherà con il carezzevole amore
con le parole giuste che avvolge il senso di un colore
e il suo volto che appare seppur perso negli anni
si ritrova nei pesi che a volte la vita concede e ci chiede
e accende il ricordo, il rimpianto e la nostalgia di un’ attesa
di non aver amato, di non aver nemmeno osato
è una domanda infine si pone
oltre il trincerarsi di un infantile silenzio
la cura di un momento che sembra un ticchettio solitario
qual è l’infinito inchino che si deve ad ognuno il suo destino
