Con la realizzazione dell’impianto di videosorveglianza alle due sponde del fiume, il ponte sul basento è ufficialmente finito e pronto per la fruizione da parte dei cittadini. Fruizione che per quest’anno non può che essere parziale perché i lavori hanno di fatto comportato la chiusura di un lungo tratto della tradizionale passeggiata e occorrerà ripristinare l’agibilità del sentiero per poter almeno godere del sole autunnale. Il ponte è bello e la necessità di doverlo alzare in rapporto agli eventi di piena verificatesi negli ultimi cinquecento anni, lo ha reso architettonicamente più ardito, il che non guasta ai fini estetici e architettonici. E’ costato qualcosa come 600 mila euro in più, ma la resa vale la spesa, almeno a giudizio dello scrivente. Il problema è che il ponte di per sé non entra immediatamente al servizio delle fruizione del parco, perché la sponda del fiume a scendere è praticamente inagibile e la passeggiata non può che continuare sul solo tratto pavimentato esistente. Però l’attuale Amministrazione ha messo in cantiere la seconda parte della riqualificazione dell’alveo del fiume ai piedi della città e che consiste da un lato la bonifica del tratto che va dal Ponte Musumeci fino al nodo complesso di viale del basento, lì dove hanno rinvenute preesistenze archeologiche, e dall’altro la costruzione di un anello ciclabile lungo i due lati del fiume per tutto il percorso che va dal ponte appena realizzato fino alla confluenza con il torrente Tora. Il risanamento della nuova area non è cosa da poco perchè , proprio alla confluenza dei “tre mari”, si è verificato un fenomeno di erosione delle sponde del fiume Basento, sia per l’insediamento selvaggio di industrie ( marmi, cemento), sia per l’impossibilità pratica di accedere per farvi opere di consolidamento, a cominciare dalla realizzazione di gabbie fluviali. La pista ciclabile , dice il ViceSindaco, Sergio Potenza, è una idea partoirita in sede di terza commissione e portata avanti con tenacia dal suo presidente, Vincenzo Telesca. Nel nuovo piano programma che va sotto il nome di ITI, sono stati messi 800 milioni per realizzarla. Quando la pista ciclabile sarà pronta, dovremmo anche , come cittadini avere il piacere, di passeggiare o correre in un area più salubre e con un’aria più pulita, se va in cantiere la caratterizzazione della ex Liquichimica di Tito e il controllo di tutti gli scarichi nel basento, cosa che sta prendendo più tempo del previsto. Su questo aspetto è il caso di darsi una mossa.