di Rocco Rosa
Il Ponte sullo stretto ci sta stretto . Si, sta stretto a tutta l’Italia e soprattutto al Mezzogiorno che aspettava questo nuovo settennio di programmazione europea e il connesso piano generale delle infrastrutture come l’occasione per riprendersi da una condizione preagonica. Hai voglia a dire che ci vorranno anni per arrivare alla posa della prima pietra: uno i soldi li deve mettere in un bilancio pluriennale per assicurare che le leggi fatte e i provvedimenti presi abbiano copertura. Perché Renzi ha cambiato idea rispetto alle cose che tre anni fa andava dicendo ( i soldi diamole alle scuole ecc)? Dicono per tattiche preelettorali , qualcuno maligna che glie lo ha consigliato Alfano con la balla dei centomila posti di lavoro. Solo un fine statista come il Ministro dell’interno poteva pensare che la Sicilia è tutto il Paese. Centomila li guadagnerà pure in Sicilia ma rischia di perderne il doppio da Roma in giu. Si, perché l’operazione è frutto di strabismo e di confusione: mentre da un lato si parla di rinforzare tutto l’asse appenninico in quanto zona rossa dal punto di vista sismico; mentre da una parte si vara una legge sui piccoli comuni per combattere lo spopolamento dell’interno, dall’altra si prendono l’80 per cento delle risorse e li si piazzano su un numero rischioso, qual è un’opera che in termini di redditività del paese è abbondantemente ultima rispetto ad altre opere di cui si avverte la necessità: l’alta velocità fino a Reggio Calabria, il raddoppio dei binari in Sicilia,la ferrovia jonica adriatica capace di aprire all’Italia tutta la Calabria, la Basilicata metapontina e la Puglia jonico salentina, la messa in sicurezza del patrimonio scolastico in una situazione in cui il 67 per cento delle scuole non è a norma. Dicono che ci sono quasi 800 milioni di multa da pagare per rescindere il contratto già fatto con la concessionaria dello Stretto. A parte che ci sarebbe da aprire una parentesi ( e non solo una parentesi) su come lo Stato si sbraga prima del tempo rispetto al rapporto con i privati ( prima ancora di aver visto un progetto definitivo), alla fine è meglio pagarne uno che gettarne 25 (tanto quanto, su base statistica è calcolato il costo finale con tutti le varianti in aumento, siamo in Italia, non in Germania). La storia dell’Alitalia insegna: per aver messo i carri davanti ai buoi, insistendo con i suoi capitani coraggiosi, Berlusconi ci ha fatto perdere un miliardo e mezzo che l’Air France voleva darci e ci ha fatto rimettere altri 6 miliardi in una operazione che non aveva né capo né coda. L’esperienza insegna. E qualche volta i giovani dovrebbero studiare i precedenti. Si può capire la sortita di un leader che è rimasto praticamente solo a difendere il suo referendum ( ma dove sono tutti quelli che lo hanno votato?), ma il Mezzogiorno chi lo sta difendendo?
