Un paio d’anni fa, quando ancora non avevo intrapresa la strada del giornale on line, pubblicai un post sulla pubblicità invasiva: lenzuola messe sui balconi, bandiere attaccate agli angoli dei fabbricati, stendardi e cartelli messi sui muri. Tra questi, avevo posto la foto di uno stendardo su un palo della luce in zona Unità d’Italia, il complesso edilizio realizzato dai F.lli Mancusi . Riguardava un negozio di ortofrutta, appena insediatosi, ed il cui proprietario, avendo visto la foto, mi coprì di ingiurie su messaggio privato di FB, intimandomi alla rimozione. Cosa che feci su consiglio legale. In questi giorni la stessa persona, dimenticando chi fossi, mi ha contattato telefonicamente perche voleva parlare dei problemi che riguardano lui, il suo negozio e i problemi legati all’attività. Ero in viaggio e gli ho detto di telefonarmi l’indomani. Non mi ha chiamato forse perché, facendo mente locale, ha capito chi ero e ha temuto che lo mandassi a quel paese. E invece gli debbo chiedere scusa. Sia perché il Comune non se n’è minimamente fregato di intervenire sulla pubblicità abusiva in tutta la città, salvo che dai lampioni che avevo idnicato, sia perché ho capito che la mia era una battaglia che se la prendeva con i più poveri e indifesi. Si, perché da alcuni anni il fenomeno dell’abusivismo ortofrutticolo, dei camion che vengono dalla Puglia e che scrivono sopra “mandarini di Policoro”, o di quelli che vengono da Napoli e mettono tanto di cartello con le fragole del Metapontino, stanno uccidendo i negozietti di ortofrutta , molto di più che i supermercati: perché i supermercati stanno più o meno lontano dalla casa della maggior parte dei cittadini, mentre i camion la frutta te la portano sotto casa, si piazzano agli angoli strategici, si mettono in mezzo alla strada oppure , costretti dal tornello degli uffici, arrivano alle otto sotto gli uffici e alle nove su una strada di grande traffico, insomma quasi una… bilocazione. Il fenomeno non è spontaneo ma è organizzato, e questo forse è l’aspetto più inquietante della questione e che va chiarito al massimo livello delle responsabilità. Perché ,secondo me, è organizzato? Perché tutti questi venditori ambulanti non si fanno concorrenza: I prezzi sono gli stessi dovunque e loro rimangono ogni giorno allo stesso posto. Non solo ma qualcuno che rimane con poca merce viene regolarmente rifornito. E’ solo rispetto tra commercianti.? Non lo penso proprio, penso che si sia messo in piedi un meccanismo di vendita su strada che non è più spontaneo o volontaristico ma organizzato . Il danno che questi producono ai commercianti in sede fissa è enorme, perché come tutti sanno, questi ultimi sono costretti a pagare il fitto, l’Imu , la tarsu in quantità industriale e ..pure le spese pubblicitarie se volessero mettere una insegna. Mentre gli altri vanno avanti con lenzuola, cartoni sul camion, scritte a pennarello , cassette in mezzo alla strada e senza che nessuno gli rompa le scatole.
Sindaco DLuca, intervenga: la questione è seria!!!!! E questa volta non basta il rigore di una settimana! Occorrono norme precise che confinino questi mezzi in un solo punto della città, come una volta c’era lo spazio per quelli che venivano da fuori. E al fruttivendolo, che nel frattempo se ne è andato da quel locale e che mi voglio augurare si sia messo in un posto più fortunato, nel chiedere scusa, voglio dire che su questa questione non abbiamo messo punto, ma piazzato uno stendardo contro l’insipienza di chi non difende i produttori di reddito e i pagatori di tasse di questa città . ROCCO ROSA