ROCCO SABATELLA

Tanto di cappello alla Vultur Rionero che a Potenza ha giocato forse la migliore partita del campionato, sicuramente la migliore in trasferta,  e che alla fine avrebbe sicuramente meritato la vittoria per l’impressionante numero di palle gol clamorose costruite e sciupate nei 90 minuti sul nuovo tappeto in erba sintetica del Viviani. Ma che al secondo minuto di recupero del secondo tempo avrebbe potuto anche subire l’atroce beffa della sconfitta se il portiere Landi, con un gran balzo, non avesse deviato sull’incrocio dei pali la magistrale punizione di Esposito e se nel proseguimento dell’azione Ungaro non avesse colpito il palo a portiere battuto. Ma quando si giudica una prestazione di una squadra non si può prescindere dal giudicare la prestazione dell’altra squadra, nella fattispecie il Potenza. Che ha agevolato e di molto il compito degli avversari. A cominciare dagli errori commessi dal nuovo tecnico del Potenza Biagioni nel decidere gli uomini da mandare in campo per affrontare la Vultur Rionero. Quando ha deciso di togliere un centrocampista fisico e anche bravo tecnicamente come Lucchese e affidandosi al suo modulo preferito 4/3/3. Ma, per come era messa la squadra in campo, ha avuto come risultato logico quello di consegnare le chiavi del centrocampo ai bianconeri del Vulture. Che ha ringraziato per il regalo e ha letteralmente spadroneggiato nella zona nevralgica del terreno di gioco mettendo, come è ovvio che fosse, sempre in inferiorità numerica gli unici due centrocampisti del Potenza Esposito e D’Allocco sovrastati dagli omologhi avversari. Con la conseguenza logica che prima o poiil vantaggio dei bianconeri del Vultur sarebbe arrivato. Come è puntualmente avvenuto. E ben per il Potenza che il suo portiere Napoli era in stato di grazia e le sue parate hanno evitato che il passivo per i rossoblù fosse ben più grave del solo gol di vantaggio con il quale si è chiuso il primo tempo. Tra l’altro Biagioni non ha saputo leggere bene nemmeno lo sviluppo della gara quando si sarebbe dovuto accorgere che Petagine, già dopo 10 minuti di gara stava facendo il bello e il cattivo tempo sulla corsia mancina dell’attacco della Vultur e avrebbe dovuto trovare le contromosse. Le cose sono migliorate nel secondo tempo quando finalmente Biagioni si è accorto dell’errore che aveva fatto ed ha inserito Lucchese al posto di Apicella passando ad un più equilibrato 4/4/2. Dopo che i rossoblù erano arrivati anche alla rete del pareggio dopo un minuto del secondo tempo. Ma nonostante questi aggiustamenti il Potenza ha incontrato molte difficoltà nello sviluppare la manovra e creare occasioni per passare in vantaggio. Anzi è stata la Vultur che ha continuato con grande calma e tranquillità a sviluppare il suo gioco ordinato ed anche molto efficace, se è vero come è vero, che ha messo per tante volte un suo giocatore solo davanti al portiere Napoli. Ci saremmo aspettati da Biagioni un pizzico di umiltà in più. Perché è legittimo che ogni allenatore vuole decidere secondo le sue convinzioni e la sua filosofia calcistica. Ma, almeno per questa sua prima gara sulla panchina del Potenza, avrebbe dovuto ascoltare i consigli di Peppe Catalano che martedi scorso alla ripresa degli allenamenti gli ha spiegato come il Potenza con il modulo 5/3/2 avesse rischiato davvero poco a Bisceglie consentendogli, oltre alla rete, solamente un altro paio di conclusioni più o meno pericolose. A Bisceglie il portiere Napoli ha fatto un paio di parate e basta, ieri al Viviani con la disposizione tattica del nuovo allenatore scombinata e disordinata è stato il migliore in campo ed ha evitato la sconfitta. I 90 minuti di Bisceglie avevano fatto acquisire ai rossoblù una sicurezza difensiva molto solida che ieri purtroppo  è stata di nuovo smarrita. Questa è stata, piaccia o non piaccia, l’esatta fotografia di quello che è avvenuto contro la Vultur Rionero e noi abbiamo il dovere di dire le cose come si sono svolte esattamente e non certamente con l’idea di essere prevenuti nei confronti del nuovo allenatore. Come capiamo bene che Biagioni non ha la bacchetta magica ed ha bisogno di tempo per inculcare le sue idee. Ma purtroppo il nuovo allenatore non ha tanto tempo a disposizione perché le squadre di vertice stanno scappando via ed adesso con otto punti da recuperare dal primo posto il percorso si fa davvero irto di difficoltà. E qualcosa bisogna dire anche sulle operazioni di mercato annunciate dai due presidenti del Potenza. Sentiamo dire che gli obiettivi over sono due attaccanti, oltre naturalmente ad almeno tre under tra cui necessariamente un portiere. Dal quale dipendono, in gran parte, le possibilità di schierare un fronte offensivo con tre elementi over.  Con il paradosso che, se cosi fosse, si avrebbe un reparto offensivo super affollato e sproporzionato con gli altri reparti, considerando che al massimo di punte ne potrebbero giocare tre se arrivasse un portiere 97 o 98. E considerando che Pepe è ormai vicino al rientro. Invece i problemi sono negli altri reparti: in difesa dove sarebbe necessario trovare un leader carismatico capace di guidare il pacchetto arretrato e a centrocampo dove serve un elemento con spiccata fisicità ed anche buona tecnica per completare il reparto e dare ai vari Esposito, Lucchese e D’Allocco la possibilità di rifiatare. Specificando anche che, se entrassero questi due profili molto più necessari degli attaccanti, si potrebbe contestualmente mettere in uscita quei giocatori poco utilizzati come Forgione e Verruschi.