La trattativa per il passaggio del Potenza Calcio dai due proprietari Vertolomo e Vangone alla cordata capeggiata da Gerardo Faruolo ha rischiato seriamente di naufragare e di fallire definitivamente nella serata di ieri per uno scontro acceso che è arrivato fino alle offese personali che è andato in onda sulle frequenze di una televisione locale. Era scontato e fin troppo facile prevedere che mettere a confronto diretto attraverso il telefono Vertolomo e Faruolo, dopo tutte le tensioni accumulate nei giorni scorsi dopo l’ufficializzazione della proposta di acquisto fatta dalla cordata denominata GFM LTD, avrebbe potuto degenerare. E così è stato. L’errore principale è stato di Vertolomo e Faruolo che mai e poi mai avrebbero dovuto accettare l’invito di parlare della trattativa in televisione. In pratica avrebbero dovuto declinare l’invito e fare chiarire le cose solo attraverso i loro rappresentanti legali, Michele Saponara da un lato e Giovanni Riccio dall’altro che avevano tutte le possibilità di spiegare come stavano le cose e soprattutto informare i telespettatori dei passi futuri da compiere per fare decollare una buona volta la trattativa.Senza ovviamente entrare nei dettagli precisi dell’operazione che, detto chiaramente ancora una volta, andrebbero sviscerati e discussi attraverso un confronto diretto tra le parti nel chiuso di una stanza e non in televisione. Chi in buona fede si è reso promotore di arrivare ad una sorta di chiarimento tra la proprietà del Potenza e Gerardo Faruolo ha rischiato involontariamente di creare un danno incalcolabile solo al Potenza che avrebbe visto svanire tutti i vantaggi che sarebbero potuto derivare dalla eventuale chiusura della trattativa. Si è trattato di un evento che mai si è verificato in nessuna parte del mondo quando ci sono da fare passaggi di imprese da un gruppo all’altro. Ve lo sareste immaginato, giusto per fare qualche esempio, che Silvio Berlusconi dagli studi di Mediaset parlasse pubblicamente con le cordate cinesi della cessione del Milan o che il presidente dell’Inter Thoir si intrattenesse a parlare con i rappresentanti di Suning presso gli studi di Sky di come arrivare a vendere l’Inter. Eventi che nelle cessioni di società sono assolutamente irreali e non verificabili. Certo gli organi di informazione hanno il dovere di mettere in moto tutte le loro eventuali fonti per sapere il maggiore numero di notizie e informare i loro lettori o telespettatori o ascoltatori. Come è giusto che succeda per arrivare prima degli altri nel dare notizie sempre più precise e dettagliate. Nel caso specifico della cessione del Potenza, bisogna solo fare i complimenti agli avvocati Saponara e Riccio per non avere emulato i loro referenti, ma di avere tenuto un comportamento molto più sereno e tranquillo, non alzando mai i toni ma, ognuno per la propria parte, attenendosi con grande serietà e civiltà solo a cercare di trovare il modo di mediare e di salvare una trattativa che, dopo gli interventi di Vertolomo e Faruolo, sembrava definitivamente fallita. E a dimostrazione di quello che stiamo dicendo, è arrivato il passo successivo da parte degli avvocati Riccio e Mauro che hanno parlato con il loro referente Gerardo Faruolo e ne hanno ammorbidito di molto la sua posizione che era sembrata alquanto netta nel non voler più proseguire la trattativa con Vertolomo e Vangone. Fino, addirittura, a fargli fare questa mattina il passo che tutti i tifosi del Potenza si attendevano: ossia recarsi in banca e farsi emettere un assegno circolare da 100 mila euro da presentare alla controparte come ulteriore garanzia delle loro buone intenzioni e della serietà del progetto Potenza che intendono attuare se la trattativa andasse a buon fine. Smentendo, di fatto, anche un paio di tifosi che avevano pontificato subito dicendo che di fronte a Vertolomo e Vangone c’era il vuoto e che la proposta di acquisto non era seria. Adesso la trattativa vera e propria può sicuramente decollare e arrivare, si spera nel più breve tempo possibile, alla chiusura. E soprattutto ci si augura che i protagonisti del duro confronto in diretta tv per parlare di cessione di società, si siano resi conto che è stata una vera e propria follia. Che non avrebbe portato da nessuna parte e, indipendentemente dalla conclusione positiva o meno della trattativa, avrebbe avuto un solo perdente: il Potenza.
IL POTENZA E I DOVERI DELL’INFORMAZIONE
