ROCCO SABATELLA

Per il modo in cui è arrivata la vittoria, si può pensare che questa giornata possa rappresentare il punto di svolta del campionato del Potenza? Crediamo di si e spieghiamo anche le ragioni per avvalorare questa concreta possibilità. Che partono innanzitutto dall’analisi del primo tempo nel quale la squadra di Marchionni ha costruito il successo con la splendida rete, la quinta del campionato, segnata da Volpe con un preciso tiro a giro che non ha lasciato scampo al portiere del Giugliano. Venuto al Viviani con la mente libera da ogni condizionamento al contrario del Potenza che invece aveva sulle spalle una pressione incredibile perché non si poteva permettere un altro passo falso e non poteva avere altro obiettivo se non la conquista dei tre punti e per questo avrebbe dovuto fare la prestazione per fare il risultato pieno. La certezza che questo accadesse non c’era perché la situazione del Potenza si era fatta delicata e il mora e era tendente al basso dopo la non prestazione di Torre del Greco. Gli stimoli di Marchionni, non solo di natura tattica e tecnica, hanno avuto un effetto benefico  sul gruppo rossoblù che ha dato risposte soddisfacenti ieri sera. Ma anche i cambi nella formazione iniziale decisi dall’allena gara del Potenza in quanto i vari Castorani, Burgio, Armini, Volpe e Schiattarella hanno fatto tutti molto bene. Il meglio è arrivato, ma speriamo non capiti più, dal momento in cui l’incapace direttore di gara Gauzolino di Torino ha deciso di rovinare la partita con la doppia espulsione decretata ai danni del Potenza. Prima Asencio per il secondo giallo per un fallo dubbio sfuggito all’arbitro e segnalato dall’assistente che ha preso una cantonata. Perché se lo spagnolo avesse dato veramente una gomitata ad un avversario, avrebbe dovuto meritare il rosso diretto e non il giallo. Sulla seconda espulsione di Schiattarella non ci sono tanti dubbi perché il capitano rossoblù avrebbe dovuto frenare la sua irruenza essendo già ammonito e non toccare, come ha fatto, l’avversario. Sta di fatto che il Potenza ha dovuto giocare trentotto minuti più altri sette di recupero con due uomini in meno. E qui sono venute fuori alcune qualità che erano mancate in altre partite come quella di Torre del Greco. Ossia il carattere, la voglia di lottare, il grande agonismo e la   i preziosi tre punti con tutti e nove i giocatori rimasti in campo, oltre ai subentrati Spaltro e Rossetti, sulla stessa lunghezza d’onda di dover resistere ad ogni costo agli attacchi del Giugliano. Incitati e sostenuti dai compagni in panchina e da tutto il pubblico presente indispettito e non poco dall’arbitraggio che stava penalizzando troppo il Potenza non solo per le espulsioni. Un autentico spirito di squadra nel quale tutti hanno dato il massimo non commettendo il minimo errore e meritando alla fine gli elogi incondizionati del pubblico. E questa ritrovata unione tra squadra e tifosi rappresenta un altro fattore positivo per il prosieguo del campionato. Un altro dato statistico serve a confermare la straordinaria prova del secondo tempo di Volpe e compagni. Il Giugliano, pur avendo un possesso palla quasi totale e pur facendo tanti cross in area, ha tirato nello specchio un paio di volte di cui una sola volta impegnando seriamente Alastra. Molto di meno di quanto fatto con le squadre in parità numerica. In cui abbiamo contato tre occasioni, con gli ex Cargnelutti e Salvemini, di cui due finite fuori di poco e un’altra  sventata da Alastra. Ma anche il Potenza ha avuto la possibilità di chiudere la gara con Volpe e Armini fermati dalle parate del portiere del Giugliano Russo. In definitiva una vittoria di valore inestimabile per quello che potrà rappresentare per il cammino dei rossoblù, a cominciare dall’impegno di sabato prossimo con il Sorrento in cui Marchionni, molto contento delle risposte avute ieri sera, ritroverà Saporiti e Sbraga ma perderà Asencio e soprattutto Schiattarella per squalifica. Contento per i tre punti e per la prova di grande sacrificio della squadra, il presidente Macchia ha annunciato che chiamerà il designatore degli arbitri per esternargli il suo malcontento per i tanti torti subiti.