ROCCO SABATELLA

Alla fine il Potenza conquista un punto ma resta il rammarico perché si poteva fare di più e c’erano tutte le possibilità per conquistare un’altra vittoria in trasferta. Alla squadra di De Giorgio è mancata la continuità di rendimento nel senso che ha giocato a sprazzi e dopo aver incassato il gol del vantaggio dei pugliesi ci ha messo un po’ di tempo per reagire e pervenire al pari con un gran gol di D’Auria su assist di Erradi. Poi nella ripresa ha fatto valere la sua migliore organizzazione e spinto da un Felippe in stato di grazia e padrone del centrocampo con la collaborazione di Erradi molto ispirato, ha costruito un’azione offensiva da manuale del calcio con costruzione dal basso per far arrivare il pallone a Schimmenti che ha fatto finta di mettere il pallone in  mezzo ma invece ha servito D’Auria appostato più indietro. L’ex della Turris ha fatto secco il portiere dell’Altamura Pane con un violento diagonale. La squadra pugliese ha accusato il colpo e allora il Potenza avrebbe dovuto insistere per chiudere la partita. Così non è stato perché i rossoblù hanno badato più a conservare il pallone piuttosto che cercare di affondare i colpi. La squadra di Di Donato ci ha creduto e Molinaro, che era entrato nel primo tempo per sostituire l’infortunato Leonetti, autore del gran gol del vantaggio dei pugliesi, ha goduto di ampia libertà sulla sinistra per effettuare un preciso cross al centro per la testa di Minesso che ha battuto Alastra. Evidenti le responsabilità della coppia centrale difensiva del Potenza, Verrengia e Riggio, che si è perso l’attaccante dell’Altamura. Mancava mezzora per cui tutte e due le squadre avevano ancora la possibilità di puntare a vincere. La sostituzione di Schimmenti, onestamente incomprensibile, per mettere in campo uno spento Rosafio, solo un tiro da buona posizione a lato, ha fatto capire che la squadra lucana non voleva rischiare e si accontentava del pareggio. Sembrava non accontentarsi l’Altamura che ha tratto verve dai nuovi entrati Bumbu, Peschetola, Molinaro e Palermo per essere intraprendente e creare qualche azione offensiva e spaventare Alastra. E quasi al novantesimo l’occasione, davvero clamorosa, è arrivata sui piedi di Molinaro che da non più di due metri dalla linea bianca ha messo incredibilmente fuori. Poteva essere una beffa atroce per il Potenza che si è arroccato in difesa nel recupero per conservare il pareggio sicuramente giusto. Considerato il cammino dei pugliesi al San Nicola, ci aspettavamo qualcosa di più dalla prestazione dei rossoblù che avevano approcciato bene la partita con la sapiente regia di Felippe. Per un quarto d’ora buone trame offensive, si arriva con frequenza al limite o nell’area dei pugliesi ma c’è poca cattiveria e cinismo nel cercare di fare male al portiere avversario. Sul gol, molto bello, di Leonetti concessa troppa libertà all’attaccante da difensori. La difesa letteralmente in bambola nei successivi tre minuti in cui Minesso colpisce di testa il palo ad Alastra battuto sul cross di Mane e poi sull’azione successiva lo stesso Minesso cicca il pallone da pochi passi con la porta sguarnita. Questo per dire che mettere in panchina Milesi non ha pagato perché la difesa ha perso certezze, organizzazione e sicurezza ed è ritornata ad essere la banda del buco di qualche tempo fa. Da Milesi, vero leader del pacchetto arretrato, non si può assolutamente prescindere. Ancora di più da Caturano e Castorani che danno al  centrocampo e al reparto offensivo una qualità e un rendimento che fanno sempre la differenza. La speranza è di averli domenica prossima con l’Avellino.