Puo darsi che il Sindaco De Luca riesca a vincere la scommessa di far tornare Potenza una città pulita, cosa che ai nostri occhi, e lo abbiamo scritto, vale più della sufficienza nel bilancio di una consiliatura. Se Amministrazioni del passato con più soldi e più personale l’hanno lasciata morire di sporcizia, evidentemente era perché o tenevano dirigenti che se ne fregavano, oppure erano talmente distratti da guardare per aria. Oggi abbiamo visto una squadra dell’Acta pulire una zona di Parco Aurora, quella nella quale è stata effettuata la rimozione dei prefabbricati un tempo adibiti a servizi a Tribunale, uffici comunali e polizia municipale. Hanno lavorato sodo e i risultati si sono visti. E così, assicura Coviello, faranno in tutta la città. Ho girato un po’, sbirciando di qua e di là , e mi è balzata evidente che non basta pulire per rendere una città gradevole, nel senso di ordinata e bella da vedersi. Non è un rione per gente povera e vedere spazi privati trascurati, inferriate arrugginite, cancelli divelti, insegne consunte e rotte, ti porta alla riflessione che se anche il Comune facesse il massimo, non si andrebbe lontano, senza modificare drasticamente il comportamento dei privati per le cose che debbono fare a norma di regolamento di Polizia municipale. Come è stato fatto per gli ausiliari del traffico, che si guadagnano lo stipendio con le multe, altrettanto dovrebbe farsi per i privati che non rispettano le norme di igiene e decoro urbano: supermercati che tengono i piazzali sporchi, fabbricati che tengono recinzioni divelte, marciapiedi presidiati da tubi e sbarre di ferro da sembrare percorsi di guerra. Si costituisca un gruppo, tre o quattro persone, di ausiliari per l’ambiente ed il territorio, con il compito di seguire le squadre di pulizia rione per rione e di vedere tutta la parte di incuria che è da attribuirsi al privato: si faccia la descrizione delle cose che non vanno, le fotografie per documentarle pubblicamente, e si mandi un primo avviso amichevole di risoluzione dei problemi. Dopo due o tre mesi, in caso di inosservanza delle indicazioni , si proceda, in modo ufficiale, con verifica sul posto dei vigili urbani ed elevazione di verbale contravvenzionale. Se non si fa così, l’Amministrazione sarà pure ammirevole, avrà fatto pure uno sforzo organizzativo e finanziario, ma non avrà risolo alla radice il problema. Che è poi una radice dura , resistente, avvolta al menefreghismo che gli da forza e sostenuta dalla mancata vigilanza che gli dà credito. Duro dirlo ,senza questi passaggi , rischiamo di dover prosciugare un lago con i secchi dell’ACTA.