ROCCO SABATELLA
La prima vittoria in trasferta era nell’aria e nelle gare precedenti il Potenza l’aveva annusata da vicino. Non bisognava aspettare troppo tempo perché la voglia di tre punti in trasferta si tramutasse in realtà. E a Monopoli la vittoria è arrivata ed assume maggiore risalto perché il Potenza è sceso in campo con ben sei under dall’inizio che hanno fatto per intero la loro parte. Non è un successo banale perché colto contro un avversario che non l’ultimo della classe. Tre punti che hanno provocato una duplice conseguenza: aver scalato posizioni di classifica ed essersi finalmente liberati di un fardello psicologico che se si fosse protratto avrebbe potuto causare danni ancora maggiori. Ha pagato alla grande il lavoro fatto in sette giornate da Giuseppe Raffaele che, come detto tante volte, ha risollevato la squadra che era sfiduciata e quasi rassegnata. Le ha fatto ritrovare la voglia di giocare, le ha permesso di ritrovare la fiducia nei propri mezzi smarrita, l’ha sistemata tatticamente molto meglio e ha convinto Caturano e compagni che avrebbero potuto dare di più e soprattutto che avrebbero potuto ottenere ancora di più. E di partita in partita il Potenza è cresciuto molto, ha seguito le indicazioni dell’allenatore ed è scesa in campo sempre con la voglia di puntare al massimo. Come è stato contro la Juve Stabia e contro il Cerignola in cui le occasioni create e non finalizzate gridano ancora vendetta. Anche a Monopoli con tre assenze importanti, Steffè, Armini e Legittimo, il Potenza ha fatto subito vedere quale era la sua volontà. Senza mostrare tentennamenti che potevano derivare dalla presenza in campo di tanti giovani, soprattutto nel reparto arretrato con il classe 2003 Verrengia schierato come braccetto di sinistra nella difesa a tre, il Potenza ha approcciato bene la partita e si è mantenuta compatta tra i vari reparti mostrandosi subito propositiva. Dopo un paio di parate importanti di Gasparini che sta acquisendo sempre maggiore sicurezza, ha colpito il Monopoli con capitan Caturano che ha superato il portiere Vettorel portando in vantaggio il Potenza al minuto 18 della prima frazione di gioco. Il vantaggio ha galvanizzato i rossoblù lucani che non si sono limitati a controllare la gara, ma hanno cercato il momento giusto per colpire ancora. Di Gracia ha approfittato di un errore difensivo dei pugliesi per battere di nuovo il portiere del Monopoli. Con il doppio vantaggio si è andati al riposo e Raffaele ha invitato i suoi a continuare a giocare con lo stesso atteggiamento senza abbassarsi troppo. E così è stato perché il team pugliese ha incontrato non poche difficoltà ad aggirare la difesa del Potenza. Che ha rintuzzato ogni tentativo dei gabbiani che a sette minuti dal novantesimo sono stati premiati dal gol del centrocampista Manzari che ha battuto Gasparini incolpevole e ha riaperto la partita. Ma pur avendo a disposizione oltre 10 minuti, compreso i recupero, non ha trovato altre opportunità offensive e il Potenza non ha corso rischi di nessun genere portando a casa il successo senza eccessive sofferenze. A fine gara sono giustificate le feste in campo per questa successo esterno atteso da tanto tempo. Contento Raffaele che non si è mai preoccupato per i tanti pareggi ma ha spronato sempre la squadra ritenendo che la prima vittoria non avrebbe tardato ad arrivare. Come era scontato che la prima vittoria lontano dal Viviani sarebbe stata dedicata a Rocco Zafarone ricordato dal Potenza con il lutto al braccio.
IL PICERNO SI E’ MESSO A CORRERE: ALTRI TRE PUNTI
Siamo stati facili profeti in fase di presentazione della partita che il Picerno avrebbe giocato a Messina quando abbiamo sostenuto che la chiave di volta per aumentare le chances di successo era quello di approcciare bene la gara per acuire le difficoltà della squadra siciliana, già non al meglio sotto l’aspetto psicologico dopo il ko di Foggia e che avrebbe incontrato non pochi problemi a costruire gioco ed essere propositiva. E così è stato. Perché il Picerno è partito subito al meglio e ha creato con capitan Esposito un paio di ghiotte opportunità che hanno spaventato e molto i siciliani di Auteri. Una sola squadra in campo che Longo ha presentato con la novità Santarcangelo in attacco al posto di Diop e il rientro di De Ciancio in mezzo al campo a fare coppia con Dettori, sempre più leader di questo Picerno. Che ha continuato a spadroneggiare in tutte le zone del campo dove i duelli erano appannaggio tutti di Ferrani e compagni. Dopo la mezzora ancora protagonista Esposito ce appena dentro l’area effettua un tiro a giro che trova la deviazione di un difensore e si perde di un soffio alla destra del portiere del Messina che intanto si era tuffato alla sua sinistra. Il gol è nell’aria e puntualmente arriva poco dopo. Da un calcio d’angolo di Dettori, il pallone è respinto dalla difesa fuori area e proprio sui piedi di Guerra che al volo, da una ventina di metri, fa seco il portiere del Messina non apparso irreprensibile nella circostanza. Vantaggio più che meritato e Messina completamente in bambola e fischiato dai suoi tifosi. Ma più con la forza della disperazione che attraverso il gioco si crea una possibilità con Catania che tira al lato. La ripresa non cambia registro perché è sempre il Picerno a menare le danze e va vicino due volte al raddoppio. Prima con De Cristofaro che da buona posizione spara sull’esterno della rete e poi con un’altra azione di Esposito che serve Santarcangelo la cui deviazione colpisce il palo. Dominio assoluto del Picerno e Messina in totale confusione, senza idee, sfiduciato e fischiato dai suoi supporters. La squadra di Longo non corre nessun pericolo e controlla con autorità la partita. Per il Picerno sesto risultato utile consecutivo con quattro successi e due pareggi che significano in questo momento metà classifica.
