Le grandi vittorie si costruiscono con la sofferenza. E’ quello che è successo oggi al Potenza che sul campo della Turris non ha passato un pomeriggio di grande tranquillità ma poi nel finale di partita ha colpito al cuore i corallini conquistando la terza vittoria consecutiva. La squadra campana, allenata da Carannante, ha messo per lunghi tratti della partita in difficoltà la formazione di Ragno che ha avuto il grande merito di non farsi travolgere nei momenti peggiori, ancora una volta non si è disunita, ha cercato di far passare il momento negativo e con grande umiltà ha cercato di ribattere alle iniziative della Turris. Mostrando una compattezza di squadra, unità di intenti e grande concentrazione che non hanno permesso agli avversari di avere vita facile. E’ vero che nel primo tempo la Turris ha esercitato una netta supremazia territoriale costringendo i rossoblù sulla difensiva, ma bisogna riconoscere che clamorose occasioni da rete i corallini non ne hanno create tanto è vero che il riconfermato giovane portiere del Potenza Breza ha svolto un lavoro di ordinaria amministrazione. Il copione della partita non è cambiato nella ripresa con la Turris che ha insistito nella sua azione offensiva alla ricerca del vantaggio che avrebbe potuto fiaccare la resistenza dei lucani. I campani sospinti dalla vena del loro esperto attaccante Improta hanno continuato a costruire azioni offensive sulle quali i difensori del Potenza si sono fatti trovare sempre pronti a rintuzzare i pericoli. Nelle due uniche occasioni in cui non ci sono riusciti, ci ha pensato il portiere Breza a sventare con altrettanti interventi miracolosi due palle gol che hanno visto protagonista Borriello che da distanza ravvicinata ha trovato la risposta del giovane estremo difensore canadese. Gli interventi di Breza hanno avuto il merito di salvare la porta rossoblù dalla capitolazione, ma allo stesso tempo hanno in un certo senso ingenerato nei campani una sorta di rassegnazione e la convinzione che oggi non era giornata. La verità è che la Turris ha pagato lo sforzo fisico sostenuto per circa una settantina di minuti per portare avanti la sua azione offensiva. Dal suo canto il Potenza ha capito che i momenti di pericolosità della Turris si erano esauriti e con grande umiltà ha pensato di portare a casa un punto che era molto prezioso. Ma Ragno ha cominciato, come successo domenica scorsa ,il tourbillon delle sostituzioni mettendo in campo forze fresche al posto degli elementi che avevano speso più energie nel rincorrere gli avversari. E quando tutto lasciava presagire che la gara si avviasse a chiudersi sul risultato di parità, al novantesimo è arrivato la zampata vincente di Coccia che su un lancio in area di capitan Esposito ha sfruttato il grossolano errore di un difensore della Turris per fare secco da pochi passi il portiere di casa. Potente immaginare che cosa è successo in campo e sugli spalti dove i quasi 500 tifosi del Potenza non credevano ai propri occhi. La Turris, colpita al cuore, non ha avuto più capacità di reazione e al penultimo minuto di recupero il Potenza ha chiuso la gara con una ripartenza micidiale di Siclari che, a campo aperto, si è bevuto due difensori e ha freddato il portiere Testa. Terzo successo che, con onestà bisogna riconoscere, penalizza l’ottima prestazione dei campani che avrebbero meritato sicuramente qualcosa di più e che conferma il Potenza al comando della classifica a punteggio pieno. Alla vigilia delle prossime due giornate di campionato che vedranno i rossoblù di Ragno avere la possibilità di sfruttare due consecutivi impegni casalinghi. Vincere soffrendo dimostra la forza del Potenza e come sottolineato un pò da tutti può apparire come un segnale premonitore per il prosieguo del campionato. Anche se presidente Caiata e tecnico Ragno si sono affrettati a dire che il Potenza non ha ancora fatto niente e che bisogna rimanere sempre con i piedi per terra.
