In Italia quasi un adolescente su dieci tra i 15 e i 16 anni (9,4%) vive in condizioni di grave povertà materiale. Il 17,9% dichiara che i genitori hanno difficoltà nel sostenere le spese per cibo, vestiti e bollette e l’11,6% ammette di non poter comprare un paio di scarpe nuove anche se ne ha bisogno.
Sono solo alcuni dei dati emersi dalla ricerca “Domani (Im)possibili” di Save the Children, la biennale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza tenura a Roma ieri e l’altro ieri con lo scopo di coinvolgere il mondo della politica, dell’economia e dell’impresa, della cultura, del terzo settore, per chiedere maggiori investimenti nei bambini e i giovani, affinché siano un volano per lo sviluppo delle società.
La condizione di povertà economica, infatti, grava pesantemente sulle aspettative degli adolescenti. Se le “aspirazioni” per il futuro risultano essere piuttosto uniformi tra tutti i ragazzi e le ragazze, per quanto riguarda le “aspettative” (gli obiettivi che si ritiene verosimilmente di poter raggiungere) il quadro cambia drasticamente. Più di un ragazzo su quattro afferma che non finirà la scuola e andrà a lavorare. Mentre il 67,4% teme che, se anche lavorerà, non riuscirà ad avere abbastanza risorse economiche.
Guardando al proprio futuro, nonostante quasi la metà degli adolescenti intervistati provi sentimenti positivi, più del 40% ne vive di negativi come ansia (24,8%), sfiducia (5,8%) o paura (12,1%) e il 10,5% non pensa al futuro. La maggior parte è ben cosciente del peso delle disuguaglianze: quasi due terzi (64,6%) pensano che oggi in Italia una ragazza o un ragazzo che vive in famiglie con difficoltà economiche dovrà affrontare molti più ostacoli rispetto ai coetanei più abbienti, dimostrando grande consapevolezza su un ascensore sociale ormai bloccato.
Per aiutare i giovani a uscire dalla condizione di deprivazione, gli adolescenti chiedono alle istituzioni pubbliche di intervenire in primo luogo con il sostegno economico per le famiglie in povertà (50,9%) e, al secondo posto, con l’introduzione di un sostegno psicologico gratuito per tutte le ragazze e i ragazzi (49,4%), confermando come il diritto al benessere psicologico sia diventato per la prima volta, grazie a loro, una vera priorità. Il Presidente di Save the Children: “Serve intervento strategico per contrasto alla povertà” “A causa di una grave ingiustizia generazionale, in Italia sono proprio i giovani i più colpiti dalla povertà. Ascoltando la voce dei ragazzi e delle ragazze, abbiamo rilevato che questa condizione incide non solo sul loro presente, ma chiude le loro aspettative per il futuro”, ha osservato Claudio Tesauro, Presidente di Save the Children.
