LA DECONTRIBUZIONE AL CENTO PER CENTO DEI GIOVANI ASSUNTI AL SUD SARA’ IL BANCO DI PROVA PER CAPIRE SE POSSIAMO USCIRE DALLA SPIRALE DEL PRECARIATO CHE OGGI E’ UNA SORTA DI SABBIE MOBILI DOVE AFFONDA LA SPERANZA DI FARE UNA FAMIGLIA, COSTRUIRE UN FUTURO, METTERE DEI MATTONCINI PER SCENDERE DALLE FINISTRE DELLA CASA PATERNA. LA SITUAZIONE SINTETIZZATA DALL’ISTAT E’ LA FOTOGRAFIA DI UN DRAMMA. OSSERVIAMOLA DA VICINO, POSSIBILMENTE ALIMENTIAMO UN DIBATTITO SU COME USCIRNE.
L’Istat presenta i principali risultati di un approfondimento tematico, nell’ambito della Rilevazione sulle Forze di Lavoro, relativo ai percorsi formativi e ai processi di inserimento lavorativo dei giovani tra i 15 e i 34 anni. Nel secondo trimestre 2016 i giovani tra i 15 e i 34 anni sono 12 milioni 681 mila e rappresentano il 21% della popolazione residente in Italia. Il 40% dei diplomati e il 60% dei laureati hanno avuto almeno un’esperienza di lavoro durante l’ultimo corso di studio. La maggioranza di queste esperienze è stata parte del corso di studio: il 25,8% dei diploma
GIOVANI PRONTI A TRASFERIRSI ALL’ESTERO – Quattro giovani disoccupati su 10, soprattutto laureati, sarebbero disponibili a trasferire per motivi di lavoro la loro residenza. A parità di livello di istruzione, le maggiori disponibilità a traslocare, anche all’estero, si riscontrano in giovani provenienti da ambienti familiari culturalmente più elevati.
LAVORO PRECARIO – Quattro giovani occupati su 10 hanno trovato lavoro con la segnalazione di parenti, amici o conoscenti. Tra i laureati crescono di molto le possibilità di trovare lavoro attraverso altri canali. Tra i giovani usciti dal percorso educativo il tasso di occupazione è al 60% e cresce all’aumentare del livello di istruzione: 47,4% per chi ha un titolo di studio basso, 63,0% per i diplomati, 71,7% per i laureati. Ha un lavoro a termine oltre un giovane su quattro. Tra coloro che sono usciti dal sistema di istruzione nell’ultimo biennio (II trim 2014 – II trim 2016) la quota di occupati in lavori atipici è del 51,7% per i laureati e del 64,4% per i diplomati. All’aumentare dell’età i giovani occupati in lavori temporanei passano dal 66,6% dei 15-19enni fino al 15,3% dei 30-34enni. Un giovane occupato su quattro lavora a orario ridotto, nella maggioranza dei casi per l’impossibilità di trovare un’occupazione a tempo pieno. Il 41% dei diplomati e il 31,4% dei laureati dichiarano che per svolgere adeguatamente il proprio lavoro sarebbe sufficiente un più basso livello di istruzione rispetto a quello posseduto.
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