rocco rosa
Quando i buoi sono scappati, chiudono le stalle. Adesso è corsa a proteggere il bosco di Maratea, dopo che per due anni gli incendi l’hanno ferita a morte. Non colpa del caso o di situazioni eccezionali, ma semplicemente di una vigilanza che è venuta meno e di una legge che pretende di dire agli incendi di attivarsi dopo il primo luglio di ogni anno. Ci sono colpe e disattenzioni che nessuno può mitigare :1) una legge di riordino della Forestale che di fatto ne ha smantellato il corpo e le funzioni, con un sacco di persone che hanno rifiutato la militarizzazione nei carabinieri e si sono andati ad imboscare in luoghi più sicuri. Cosa che a Potenza ha già un precedente con lo smantellamento del corpo dei vigili rurali, al punto che oggi i boschi del potentino sono assolutamente privi di vigilanza; 2) il nucleo antincendio dei forestali , di stanza a Maratea, è stato soppresso tre anni fa e le conseguenze si vedono. Se un incendio scoppia di sera , il fuoco viaggia indisturbato per tutta la notte e bisogna aspettare il giorno dopo perchè arrivino i canadair a preservare il preservabile ; 3) una legge regionale che toglie ai comuni consorziati ( prima c’erano le comunità montane che assolvevano egregiamente a queste opere) e affida ad un generico piano regionale l’attivazione dei servizi antincendi. A questo si aggiunge una forestazione senza piani precisi di prevenzione dagli incendi, dove non si curano le linee tagliafuoco, ma ci si limita a pulire il sottobosco. Insomma una serie di errori che sono stati pagati duramente e che richiederebbero una totale rivisitazione delle cose fatte e una formale richiesta di scuse all’ambiente lucano, danneggiato dal pressapochismo legislativo. E le scuse dovrebbero andare per prime ai ragazzi che con le mani hanno cercato di isolare il Cristo di Maratea, in qualcosa che è una amorevole devozione alla natura che aveva fatto bella questa parte di costa. Ecco nel pregevole servizio di Maratea Radio web quello che ne pensa la comunità cittadina
