ROCCO SABATELLA
Dopo cinque pareggi, giunge ad Avellino la prima sconfitta stagionale del Potenza. Che non deve far gridare allo scandalo perché perdere contro una delle formazioni meglio attrezzate del girone poteva essere nella logica delle cose. Semmai c’è da sottolineare che il Potenza, dopo aver subito la rete di Casarini con un tiro dai 25 metri che non è apparso irresistibile e sul quale Gasparini non è parso esente da colpe, ha avuto una buona reazione riuscendo a confezionare diverse azioni offensive. L’Avellino, attanagliato dalla paura di non riuscire a portare a casa i tre punti, si è improvvisamente rinchiuso nella metà campo a difendere il gol del vantaggio. Cosicchè la squadra di Siviglia ha avuto buon gioco a rimanere stabilmente nella metà campo avversaria alla ricerca del pareggio. Tante azioni di attacco, anche tanti tiri verso la porta dell’ex Marcone che però non hanno quasi mai inquadrato lo specchio della porta avellinese. Ossia bene il gioco fino alla trequarti ma sterilità assoluta negli ultimi sedici metri. Serviti male gli attaccanti con Caturano costretto ad arretrare sulla linea dei centrocampisti per toccare il pallone ed Emmausso confinato sulla corsia sinistra e quindi non in grado di rendere la vita difficile ai difensori campani. Il più attivo, tra gli attaccanti, è stato Del Sole che ha imperversato sulla corsia destra e ha fatto cross invitanti non sfruttati. L’ex della Juve ci ha provato personalmente prima impegnando Marcone in una parata in due tempi e poi sfiorando la traversa con un gran tiro da fuori area sul quale il portiere avellinese è sembrato tagliato fuori dalla possibilità di abbozzare la parata. Molto timidamente l’Avellino ha tentato qualche sporadica ripartenza non andata a buon fine perché l’unica preoccupazione era solo quella di evitare ad ogni costo inutili rischi. Per la verità il pallone del possibile raddoppio lo ha fornito a Ceccarelli un errato passaggio indietro a Gasparini da parte di Girasole. Debole il tiro della punta avellinese per la facile parata dell’estremo difensore del Potenza. Con un tempo a disposizione ci si poteva aspettare un Potenza determinato a creare le opportunità per il pari. Siviglia inserisce il giovane Riccardi a centrocampo per del Pinto e Di Grazia per Del Sole che forse avrebbe meritato di rimanere ancora in campo visto che nel primo tempo era stato l’unico rossoblù a creare difficoltà al pacchetto arretrato della formazione di Taurino. Si aspetta un arrembaggio dei lucani, invece esce fuori l’Avellino che si libera dalle paure che lo avevano attanagliato nel primo tempo e anche comprensibili per tutto quanto successo nell’ultimo mese caratterizzato dalla contestazione dei tifosi alla società e alla squadra per risultati non soddisfacenti. Nello spazio di un quarto d’ora l’Avellino va al tiro quattro volte: due con Casarini sul quale para Gasparini e poi si immola Girasole, poi è Ceccarelli a divorarsi il raddoppio con un tiro alto da dimenticare. E infine ci prova l’ex Matera con un tiro da oltre 20 metri alto sulla traversa. Il Potenza ha un solo sussulto con l’esordiente giovane centrocampista Riccardi, ex del Bitonto, che impegna severamente Marcone. Riccardi dimostra di avere ottime qualità e le mette al servizio dei compagni incaricandosi di cucire il gioco nella metà campo avversaria. Ma a frenare il tentativo di rimonta dei rossoblù ci pensa Ricciardi che sfdonda a destra e mette un invitante pallone al centro per Russo che in semi rovesciata raddoppia e fa esplodere il Partenio Lombardi. Sulle ali dell’entusiasmo Ceccarelli sfiora il tris con un diagonale fuori di poco. Non succede nient’altro e l’Avellino ritrova vittoria, gioco e morale. Per il Potenza buon primo tempo e sotto tono la ripresa. Ma resta la preoccupante sterilità offensiva. Gli schemi offensivi non funzionano bene e negli ultimi sedici metri il Potenza fa una fatica immane a servire a dovere gli attaccanti. Siviglia riconosce che non è stata una buona gara dei suoi per un approccio sbagliato al contrario dell’Avellino che è sceso in campo con un piglio diverso. Ha aggiunto che sono mancati lo spirito combattivo, la determinazione e la giusta cattiveria, che la squadra è piena di giovani che bisogna aspettare, farli crescere e avere pazienza. Onestamente nell’analisi di Siviglia ci saremmo aspettati qualche spiegazione sui motivi per i quali il gioco offensivo non riesce a decollare. E basta anche con l’alibi dei giovani. La situazione di classifica si comincia a fare preoccupante il che significa che Siviglia invece che alibi deve trovare le soluzioni più idonee per far aumentare il rendimento della sua squadra. E se, purtroppo, i giovani non danno le giuste risposte, sarebbe il caso di passare oltre e affidarsi ad elementi che possano offrire maggiori garanzie. Intanto domani sera il Potenza sarò impegnato a Francavilla Fontana per il primo turno di coppa Italia. E’ prevedibile un sostanzioso turn over con l’utilizzo di quegli elementi che hanno avuto meno spazio nelle prime sei giornate di campionato.
