ROCCO SABATELLA

Una delle domande più ricorrenti che abbiamo rivolto al general manager del Potenza Nicola Dionisio da quando è arrivato al capezzale della società rossoblù è stata la seguente: sarà più facile salvare il Potenza sul campo oppure riuscire a risanarlo economicamente azzerando i debiti e favorendo finalmente il definitivo abbandono di V e V? E in effetti il manager non ha potuto sbilanciarsi sui due obiettivi augurandosi solo che i rossoblù riescano nell’intento di conservare la categoria. Impresa che, dopo quello che è successo a Francavilla nel derby con la compagine di Lazic, sta diventando alquanto problematica e difficile. E questo per una ragione molto semplice. Il problema del Potenza si chiama Biagioni e le sciagurate  scelte fatte al Fittipaldi ne sono, over mai ce ne fosse bisogno, l’ennesima conferma. Con un colpevole ritardo si stanno tutti accorgendo adesso di questa situazione che si è fatta molto grave mentre in precedenza si giustificava l’operato di Biagioni adducendo solo problemi di qualità e di quantità dell’organico.  Che nessuno si è mai sognato di negare. Perché quello che si è inventato Biagioni a Francavilla ha dell’incredibile e rasenta l’incoscienza. La sconfitta con i sinnici ha un solo padre ed è l’allenatore del Potenza. Come si fa a stravolgere il volto della squadra rossoblù all’inizio della ripresa togliendo un centrocampista di ruolo come Lucchese e sostituendolo con un attaccante  come Bruno? Di fatto passando da un decentemente equilibrato 4-3-3 che abbastanza bene si era comportato nei primi 45 minuti di gioco ad uno squilibrato e folle 4-2-4 che non ha fatto altro che aiutare alla grande il Francavilla che non si è fatto pregare ed ha sfruttato alla grande  il regalo di Biagioni.  Aggiorno, Sekkoum e Gasparini, il trio del centrocampo di Lazic è forte già di per sé e non aveva bisogno di essere agevolato ancora di più dalla decisione di Biagioni. Ma la situazione del Potenza messo male in campo noi la stiamo  denunciando esattamente da 10 giornate a questa parte e cioè dalla prima partita di Biagioni alla guida dei rossoblù. Il derby  con la Vultur sul nuovo tappeto erboso del Viviani che vide una supremazia totale, sia nel gioco che nelle occasioni, dei bianconeri di Sosa. Ma la musica, purtroppo, non è assolutamente cambiata nelle giornate successive senza che Biagioni si rendesse conto che la sua idea di calcio e il suo  strampalato modo di mettere in campo il Potenza non produceva i frutti sperati. E tutti gli inviti che il sottoscritto gli ha reiterato con  cadenza settimanale per adoperarsi a mettere in campo un Potenza il più possibile equilibrato partendo dal cambio di modulo e dall’abbandono delle sue idee integraliste sono rimaste lettera morta. Come lettera morta sono rimasti anche i consigli di Peppe Catalano che Biagioni non si è degnato mai di ascoltare. E invece avanti per la sua strada sbagliata che ha provocato solo danni. Basta citare le cifre della sua gestione tecnica per rendersi conto  del suo fallimento.  10 partite e la miseria di soli sette punti, Una perfetta media retrocessione. Con l’aggravante di aver reso la squadra insicura, nervosa, demotivata. Che si rende conto che non è mai messa nelle migliori condizioni per ben figurare. Se si analizzano le 10 partite della sua gestione relativamente al gioco, il risultato che esce è molto deprimente perché tutte le avversarie, chi più chi meno, hanno sempre preso il sopravvento a centrocampo e hanno mandato in sofferenza i rossoblù. Compreso anche il  fanalino di coda Cinthia, che seppur uscito sconfitto dai rossoblù, ebbe modo di creare tanto e di sbagliare altrettanto sotto porta. Purtroppo gli episodi come quello di Francavilla stanno diventando troppi ed anche ripetitivi e non c’ è domenica che scorra tutto liscio. Vogliamo qui spezzare una lancia in favore di Lucchese e siamo sicuri che il ragazzo sia dotato di un self-control personale fuori dal comune se non ha ancora mandato a quel paese l’allenatore romano. Perché Lucchese è ormai diventato, non si capisce bene il motivo, la vittima preferita di Biagioni. Ed è il giocatore più sostituito del Potenza. Perché Biagioni, nelle poche volte  in cui lo ha messo in campo dall’inizio, se deve fare un cambio, il primo a chiamare è sempre Lucchese. Una situazione strana se andiamo a confrontare il rendimento del giocatore  nella gestione Pirozzi quando insieme a D’Allocco copriva molto bene le spalle al capitano Esposito. Come si diceva in precedenza da due mesi stiamo chiedendo al tecnico di fare meno filosofia calcistica e di essere il più possibile realista.  Ma Biagioni non ci sente visto che nella conferenza stampa pre partita di sabato scorso, ad una precisa domanda se pensava di potersi affidare contro il Francavilla al 5-3-2, ha risposto che il Potenza non aveva gli uomini adatti a fare questo modulo. Una risposta che la dice lunga sulla sua scarsa conoscenza di Biagioni delle caratteristiche dei suoi giocatori. Al contrario di quello che pensa Peppe Catalano che il 5-3-2 lo ha già sperimentato con ottimi risultati a Bisceglie e che rimane fermamente convinto che il gruppo rossoblù può adottare senza problemi questo modulo.  Quindi, allo stato attuale e in previsione dell’impegno con la Nocerina, preoccupa molto di più lo stato generale del gruppo che sembra  smarrito, confuso, incapace di una qualsivoglia reazione che  la situazione di classifica che può essere rimediabile. Come abbiamo ascoltato dal general manager Nicola Dionisio, anche la società si è resa conto che il problema della guida tecnica esiste e va affrontato in maniera veloce e prima che sia troppo tardi. Ma adesso Dionisio è impegnato nel portare a termine entro domani il passaggio delle quote totali della proprietà del Potenza da Vangone e Vertolomo ai nuovi soci con l’atto notarile che dovrà sancire la fine della sciagurata esperienza di V e V nella nostra città. Se non ci saranno colpi di coda in extremis dei due signori campani, il lavoro di Dionisio e dei suoi collaboratori ha molte e concrete possibilità di concludersi positivamente entro domani, Altrimenti, in caso contrario, tutto il gruppo di Dionisio getterà la spugna e lascerà il Potenza. Ritornando alla questione Biagioni, crediamo che l’unica soluzione da adottare per salvare il salvabile fino a quando c’è la possibilità di farlo, è sollevare immediatamente Biagioni dall’incarico e affidare il gruppo rossoblù a Peppe Catalano che ha già dato ampie dimostrazioni di saper gestire le situazioni di emergenza.  E il Potenza in questo momento è in piena emergenza.