“Sono i dieci giorni decisivi. Quando si arriva alla stretta finale non contano i commenti ma il voto di tanti indecisi che si fa sui temi concreti. La partita è molto fluida, noi ci giochiamo la partita per il primo posto come lista con 5 stelle. L’obiettivo per noi è arrivare primi. A ‘Di Martedì’ su La7, il segretario del partito democratico esplicita la sua strategia, che è quella di passare casa per casa per spiegare il perché il Paese deve evitare il salto nel buio. Lo sta facendo con l’idea di comunicare il senso di squadra che circola nel Pd ( passando sopra al fatto che in realtà  non si è spento il vizio di muoversi più per far vedere il movimento che per raggiungere uno scopo ( e questo vale anche per la Basilicata), ma anche perché lui sinceramente pensa che i voti dormienti sono voti di stabilità che in piccola parte vanno ai partiti moderati ed in grande parte dovrebbero fare da stampella alla claudicante andatura del Pd verso il 4 di marzo. Il principale protagonista  di questa fase dovrebbe essere il premier Gentiloni, che  è il più gradito dagli italiani e che trasmette serietà, affidabilità e fiducia . E che soprattutto ha fatti da raccontare e e cifre da commentare. E’ certo che i cinque stelle debbono temere questo S.O.S lanciato agli indecisi o ai candidati all’astensione: perché gli argomenti ci sono e c’è un teatrino televisivo nel quale le facce cambiano a seconda della scena da recitare. Per questa scena , di un treno che non  può fermarsi in corsa, a rischio di dover tornare alla stazione di partenza, l’attore che può dare il meglio di sé è proprio Gentiloni, con il suo parlare gradevole, i suoi modi pacati e distinti, e le sue argomentazioni logiche e documentate. Ed è una parte così ben assegnata che perfino l’entrata in scena di Prodi ha finito col danneggiare in maniera più o meno sensibile la recitazione,  sembrando quasi un intervento fuori posto  . Può darsi che sia una mia malignità, ma ho avuto la sensazione di chi avesse voluto comunicare che c’è anche lui, a disposizione della Patria in nome di un centrosinistra che può rimettersi in vita nonostante tutto. Ma che, paradossalmente proprio la sua presenza ha collegato ad un centrosinistra probabilmente del passato o percepito come tale, perché il percorso che stiamo osservando è che stanno uscendo in realtà nell’agone elettorale espressioni sociali e politiche nuove, dalla Bonino, ai socialisti, ai centristi, ai verdi, tutte realtà trascurate o mangiate dal moloch di un Pd affamato e che ora , con questa legge, tornano a respirare. Si, il vero fatto nuovo è che ripristinare ora è più difficile che rinnovare. rocco rosa