ROCCO SABATELLA

 Il lupo perde il pelo, ma non il vizio.  E’ il caso dell’ Inter che anche al termine della gara con la Juve persa ieri sera ha cercato il modo di abbarbicarsi alle solite e ormai vecchie e stantie  proteste nei confronti della direzione arbitrale di Rizzoli. Cambiano le proprietà, sono diversi i protagonisti che scendono in campo, ma all’Inter il clima che precede e segue ogni appuntamento con la Juventus è sempre il solito: a prescindere dall’andamento della partita, l’occasione è sempre buona per innescare le solite polemiche sugli improbabili aiuti alla Juve. Che alla fine, com’ è il caso dei 90 minuti giocati contro la squadra di Allegri, si trasformano in un comodo alibi per giustificare la sconfitta. Invece di essere contenti per l’ottima prova fornita dai nerazzurri che per lunghi tratti hanno messo in difficoltà la Juve attraverso un continuo pressing molto alto che non ha permesso ai giocatori della formazione torinese di costruire il suo solito gioco con tranquillità ed efficacia. Ma poi alla fine non bisogna sempre trovare pretesti e creare polemiche perché la vittoria dei bianconeri è meritata, legittima e sacrosanta. Perché, nell’economia dei 95 minuti complessivi,  i bianconeri hanno creato molte più occasioni degli avversari che avrebbero potuto far assumere al punteggio proporzioni più ampie. Bisogna aggiungere anche che nel secondo tempo, quando ci si aspettava qualcosa di più dall’Inter che era in svantaggio, Buffon non ha dovuto effettuare nessuna parata al contrario del collega interista Handanovic che è stato molto più impegnato. E chiaro che dove finiscono i demeriti dei ragazzi di Pioli, cominciano i grandissimi meriti dei bianconeri che poco o niente hanno concesso agli attaccanti milanesi incapaci di trovare spazi e occasioni nell’organizzata e stretta disposizione difensiva della Juventus. Dove tutti gli interpreti, da Chiellini a Bonucci, ad Alex Sandro a Lichsteiner a Rugani, con il contributo non indifferente di centrocampisti ed attaccanti, hanno sterilizzato ogni tentativo di Icardi e compagni. I quali sono stati sicuramente più pericolosi nel primo tempo mentre si sono smarriti nella ripresa sovrastati dallo strapotere fisico e tecnico dei bianconeri. Alquanto risibili e prive di fondamento reale anche le dichiarazioni post gara del tecnico nerazzurro Pioli che hanno confermato come nell’ambiente Inter gli appuntamenti con la Juve vengano vissuti a prescindere.  Pioli ha reclamato, con parole molto forti e adombrando la tesi fasulla che il risultato di ieri sia stato ancora una volta condizionato dalle decisioni di Rizzoli, addirittura due rigori per la sua squadra per falli di Chiellini e Mandzukic che probabilmente ha visto solo lui. Sembrava di essere tornati ai tempi di Simoni quando l’allora tecnico dell’Inter fece invasione di campo per andare a protestare contro l’arbitro Ceccarini per il famoso scontro Juliano-Ronaldo. Anche Pioli dimostra di essersi calato alla grande nelle usanze interiste di lamentarsi comunque e sempre contro gli arbitri. Omettendo di rimarcare sportivamente la legittimità del successo della Juve, come è stata riconosciuta unanimemente da tutti. Ma del resto che cosa ci si può aspettare da uno come Pioli che quando era alla guida del Bologna, pur di polemizzare contro la Juve, arrivò addirittura a prendersela con Antonio Conte solo perché il tecnico della Juve di allora, in una gara giocata nello stadio bolognese e che non aveva storia sul piano del risultato, si era rivolto ai tifosi bianconeri presenti sugli spalti per chiedere il loro applauso e sostegno. Inventandosi Pioli la storiella che Conte aveva offeso i tifosi del Bologna. Piuttosto l’allenatore dell’Inter avrebbe fatto meglio solo a rimarcare, giustamente, la grande prestazione della sua squadra che, sotto la sua guida sta assumendo sempre di più le sembianze di un collettivo che ha un’identità, ha una buona organizzazione di gioco ed ha ancora margini notevoli di ulteriore crescita. Ammesso che nella prossima stagione i proprietari cinesi abbiano ancora intenzione di continuare con Pioli. Ma su questo abbiamo seri dubbi considerate le notizie e le indiscrezioni che stanno circolando già adesso e che parlano di un frenetico movimentismo di Suning che avrebbe cominciato a contattare altri allenatori e tutti di grido per portarli sulla panchina nerazzurra. Con offerte economiche stratosferiche. Chiuso il capitolo Inter, adesso è il caso di occuparci della prova della Juventus. Che era al vero e primo probante esame  del nuovo corso tattico inaugurato nella gara interna con la Lazio. E bisogna subito dire che l’esame è stato superato a pieni voti. Sia sul piano della compattezza complessiva che dello sviluppo della manovra offensiva. Nonostante le difficoltà create dalla buona predisposizione dei nerazzurri tesi a non permettere alla Juve di iniziare la manovra nella propria metà campo. Ma la Juve non si è scomposta più di tanto e pur sbagliando tanti passaggi per la continua pressione degli avversari, ha trovato comunque il modo di arrivare dalle parti di Handanovic in diverse circostanze. E con molta pazienza ha aspettato il momento giusto per colpire l’Inter con la splendida conclusione di Cuadrado.  Rischiando forse troppo nel primo tempo quando ha concesso eccessiva libertà ai giocatori nerazzurri di farsi pericolosi dalle parti di Buffon. Ma nella ripresa la situazione è sensibilmente migliorata: sia nella disposizione della fase di interdizione e di attenzione difensiva, che nella ripartenza della manovra appena riconquistato il pallone per mettere al sicuro il risultato. E’ chiaro che bisogna ancora lavorare per perfezionare il nuovo corso tattico. Ma proprio con l’esame Inter si è preso coscienza che bisogna andare avanti senza tentennamenti perché la qualità che assicurano questi interpreti è davvero di alto livello e non se ne può fare a meno anche in ottica Champions che fra due settimane ricomincia per la Juve con la trasferta di Oporto. Semmai il compito di Allegri, oltre a perfezionare i meccanismi della nuova formula tattica, dovrà riguardare anche la necessità di un intelligente turn over per fare recuperare energie fisiche che questo nuovo corso richiede in quantità per funzionare a dovere. Ma comunque da questa soluzione non si torna indietro anche se il desiderio di Allegri è quello di avere una squadra capace di saper interpretare ed anche alla grande qualsiasi modulo tattico. Insomma la Juve deve diventare universale.