DINO DE ANGELIS

DINO DE ANGELIS

Allora ricapitoliamo. Trovo davvero singolare il dibattito che ha interessato la Basilicata negli ultimi tempi. La Basilicata ha degli argomenti nel cassetto che, a guardarli obiettivamente, hanno una certa qualità e capacità di coinvolgimento.  Eppure i suoi cittadini, anziché concentrarsi a tirarli fuori e a divulgarli anche con una certa dose di orgoglio, cosa fanno? Discutono tra loro, molto spesso contro di loro.

Non c’è niente di male a discutere, sia chiaro. Anzi il dibattito, dai tempi di Pericle, è considerato essenziale per una crescita democratica dei popoli. Però, mi chiedo: con tutto il ben di Dio che la Regione ha, vale davvero la pena intestardirsi su temi dal respiro corto come, ad esempio, i temi di politica cittadina e regionale?

Della triste querelle del Capodanno ho già detto e mi viene da piangere solo a nominarla.

Sul tavolo della discussione ci sono poi i temi politici, a partire dalle vicende amministrative che investono i due comuni capoluogo e l’assise regionale. Le due amministrazioni cittadine stanno dimostrando in maniera piuttosto evidente una cosa triste quanto reale: non sembrano nemmeno lontanamente all’altezza delle sfide che la Basilicata è riuscita a mettere in campo  sia dal punto di vista delle risorse naturali che sotto il profilo degli eventi organizzati. Rimpasti, inadeguatezze, ritardi, capriole, dichiarazioni zigzaganti, posizioni che a definirle contrastanti gli hai fatto un piacere, insomma un quadro politico che appare molto lontano  da quello che la Basilicata meriterebbe per quello che rappresenta nell’immaginario collettivo ormai non più soltanto italiano.

Tra le cose da sottolineare negli ultimi giorni, ho visto ad esempio un servizio su un villaggio vacanze a Policoro che accoglie indistintamente portatori di handicap e normodotati e fa coesistere queste due categorie di persone come se fosse la cosa più normale del mondo. Una iniziativa di una bellezza che non saprei descrivere.

E non parliamo degli eventi che pullulano in ogni parte della regione. Manifestazioni enogastronomiche, culturali, concerti, musica, rievocazioni storiche:  non ho mai visto la Basilicata così ricca e articolata di eventi organizzati sul territorio, dai centri principali fino alle periferie.

Secondo me ci sono delle stagioni per divertirsi e delle altre per discutere e, salvo rare eccezioni , ci sono dei mesi in cui certi dibattiti andrebbero limitati all’essenziale. Ad esempio, nei mesi di luglio e agosto, mesi estivi di vacanza, mesi di uscite, svago e divertimento, ci vorrebbe un’ordinanza che vieti a tutti i cittadini di discutere di politica. La politica a settembre. Adesso divertiamoci, andiamo in giro, partecipiamo alla vita culturale, sociale, musicale e di spensieratezza che viene offerta da una miriade di associazioni,  insomma usciamo di casa, stiamo con gli amici, consumiamo qualche birra all’aperto, tocchiamo il culo alle ragazze (non è un invito, si fa solo per dire, e poi l’ha detto pure Troisi..) ma non discutiamo di quegli argomenti stantii come la muffa che fanno regredire la Basilicata di mille anni, dal becero campanilismo alle inconsistenti vicende politiche amministrative.

Sulla stagione degli eventi mi permetto di avanzare solo un’osservazione: per poter consentire a tutti i lucani (anche ai forestieri, naturalmente), di poter consumare (nell’accezione migliore del termine) la maggior parte delle manifestazioni evitando il più possibile sovrapposizioni, si potrebbe pensare ad una programmazione coordinata sul piano temporale dall’apt , cui andrebbero inviate le notizie circa gli eventi che ciascuna associazione, ente, ecc. organizza, in maniera che poi venga fuori un calendario (evidentemente aggiornabile giorno per giorno) che permetta a tutti di sapere in anticipo cosa realmente sta succedendo in regione ed avere il tempo necessario per organizzarsi?

Ci vediamo in piazza. Ah, sulle ragazze scherzavo. Non è che se mi vedete girate al largo?  ( FOTO DI COPERTINA, LA SIGNORA DEL LAGO, IL NUOVO ATTRATTORE DEL SIRINO)