Leonardo Pisani
DI LEONARDO PISANI
Il 28 luglio del 1928 nello Yankee Stadium del Bronx, a New York Gene Tunney sosteneva il suo ultimo incontro difendendo il mondiale dei massimi contro il forte neozelandese Tom Heeney, grande pugile ma anche atleta completo che praticava molti sport; il pugile “teologo” sconfisse l’ex fabbro per kot alla 11esima ripresa, poi annunciò il ritiro dal ring come aveva promesso alla fidanzata, l’ereditiera Mary “Polly” Lauder , a settembre si sarebbero imbarcati per l’Italia facendo scalo a Napoli- dove li accolse Erminio Spalla già avversario del campione- per poi proseguire a Roma e sposarsi. Sempre quel giorno, poco distante dallo Yankee Stadium nasceva un bambino che avrebbe fatto parlare di sé, si chiamava Stanley. Segno del destino, con la boxe avrà un rapporto particolare; no non divenne un praticante della Noble Art ma un genio sì, ed inizio la carriera proprio con la boxe.
Rocky Graziano
È l’inizio di una carriera, come fotografo lavorerà per un lustro, non di più ma la sua formazione ne risentirà molto come spesso ha detto in sue interviste; fotografò Montgomery Clift, segno del destino il bimbo nato il giorno di Tunney-Heneey, si fece notare proprio scattando sulla boxe. Prima nel 49 con un reportage “A Day in the Life of the Boxing Champion Walter” su Walter Cartier, un buon peso medio del Bronx che fu avversario di Kid Gallivan, Bobo Olson, Joey Giardiello e Randolph Turpin, poi divenne anche attore infatti partecipò al film “Lassù qualcuno mi ama” sulla vita del “napoletano” Thomas Rocco Barbella , meglio conosciuto come Rocky Graziano, nato a Brooklyn, da Ida Scinto e Nicola Barbella, il 1 gennaio 1919, Continuano gli intrecci della casualità, ma è così o è destino? Il giovane fotografo Kubrick raccolse il maggior successo artistico grazie ad una serie di scatti sull’idolo degli italoamericani Rocky Graziano. Era il 1950, “The Rock” aveva perso il titolo mondiale dei pesi medi contro “l’uomo d’acciaio” Tony Zale due anni prima, ma era in piena forma e sempre seguitissimo, negli ultimi due anni aveva vinto un solo incontro ai punti, uno pareggiato; il resto vinti come sua abitudine sempre per KO. Seguitissimo ed amatissimo per il suo stile selvaggio, Graziano però incarnava anche lo spirito del Sogno Americano, da giovane teppista che aveva imparato la boxe in carcere a campione amatissimo, da disertore a icona dei tifosi italoamericani e non solo.
Un corto autoprodotto con soli 3.900 dollari raggranellati tra parenti ed amici, e che rivende alla RKO per 4.000 dollari.
