di GERARDO ACIERNO

Ti osservo mentre costruisci mondi fantastici nel giardino di casa. Lo fai con le tue piccole compagne di scuola e di giochi: una sedia capovolta, la coperta a scacchi rosa, uno scialle azzurro mare. All’altro capo sistemi uno sgabello e due volumi di storia antica quelli con la copertina di cuoio presi a fatica dalla mia libreria e ne fai una porta corazzata. Dentro questo magico castello ora scorrono voci sussurranti, sospiri di sollievo, chiamate alla difesa, urla al contrattacco. Neppure un tuono, improvviso e minaccioso sembra spaventarti più di tanto. Questa tua e vostra immaginifica, provvisoria dimora è solida, inespugnabile. Dentro brucia alta la fiamma di un finto focolare. Ma poi scrosci di pioggia vera vengono giù ad inzuppare le vostre fantasie, a sospingervi alla resa. Tuttavia nella vostra ritirata brillano sorrisi, volano abbracci, si levano inni e filastrocche. La vostra sera, lo so, è lontana. La mia, invece, da tempo s’è accomodata nella poltrona di ciniglia e se ne sta a ripensare, a ricordare. Sicché, di fronte a questa scena, inquieto, mi chiedo: “Come sarà la tua stagione quando sarà finito il mio tempo di seminare il campo e la neve alla Candelora non azzarderà nessuna previsione né il merlo tornerà a pasteggiare sul
prato di casa nostra? Come sarà la tua stagione quando i pianeti nell’universo, come dicono gli studiosi, gireranno sempre più veloci e i mari inghiottiranno le nostre riviere e il corso dei fiumi sarà di sale e il sole brucerà boschi, vallate e perfino i nostri luoghi dell’anima?”
Una risposta ce l’ho. Voglio dirtela prima che la mia sera sfumi definitivamente dentro la notte: ‘Se uomini e donne – e quindi tu con loro – saprete scegliere la vita e non la fine, il bene e non il male, fai la tua parte, impara ad ammucchiarlo il bene, a scalare le tristezze, ad abbracciare gli altri, a dare olio alla lucerna del sapere e della saggezza. Se tutto questo tu farai ( e altro ancora che io non so suggerirti ma che tu saprai scoprire con curiosità e ingegno) in quel campo, di questo ne sono certo, troverai spighe piene e sarai, in quella tua stagione, una felice mietitrice.’