by ANTONIO NICASTRO

Il fiume Basento, nel tratto che attraversa il capoluogo di regione, ultimamente è al centro dell’attenzione mediatica, nello scorso fine settimana c’è stata una manifestazione con cui un gruppo di cittadini chiede che le autorità competenti si adoperino per rendere di nuovo possibile la pesca nelle acque del fiume.
Sono in corso i lavori per realizzare il Parco Fluviale e a breve sarà cantierizzato il progetto che prevede di collegare il nascente parco fluviale con l’area archeologica che sarà messa in luce sotto i piloni del “nodo complesso”.Qualcuno fa notare che il tratto di Basento che attraversa la città è scavalcato da un numero considerevole di ponti, un primo ponte è quello di via della Tecnica, proseguendo verso la zona industriale c’è il ponte Musmeci e più sotto quello che collega viale del Basento a via della Fisica, dopo un km un altro ponte congiunge viale del Basento a via della Fisica e via dell’Edilizia, percorrendo altri 500 metri si intercetta il ponte di via dell’Elettronica, proseguendo costeggiando il fiume per altri 1300 metri circa si raggiunge il ponte che da rione Betlemme mette in connessione con Bucaletto, le attività artigianali e commerciali di Riofreddo e San Luca Branca. Tutti questi ponti sono di epoca recente ma il Ponte San Vito, parallelo a quello di via dell’Elettronica, è l’unico di epoca remota presente in città,venne costruito nella seconda metà del III secolo dopo Cristo durante l’impero di Diocleziano sull’antico percorso della via Herculea.
Il ponte per anni è stato dimenticato ed avvolto dal degrado, una quindicina d’anni fa venne interamente restaurato e sottoposto a vincolo architettonico dalla Soprintendenza delle belle arti.
Trovandosi il ponte in area di competenza del Consorzio Sviluppo Industriale della provincia di Potenza non è “manutenzionabile” dal Comune di Potenza fino a quando tutta l’area industriale non sarà restituita alla città, manutenzione a cui non provvede nemmeno il Consorzio ASI per le note difficoltà economiche in cui versa l’Ente.
Purtroppo questo reperto archeologico non riceve le cure dovute ad un “monumento”, incuria ed abbandono lo stanno relegando ad un crudele destino.
Lo scorso anno ci si accorse che alcune grosse pietre si erano staccate dai piloni e se ne chiedeva l’immediata riparazione, ci fu un sopralluogo congiunto fra personale della Soprintendenza con la presenza dello stesso soprintendente, l’arch. Francesco Canestrini, e tecnici del Comune fra cui l’allora assessore Rosanna Argento, nel corso del quale si prese atto del danno subito e si conveniva di programmare un intervento urgente per rimettere al loro posto i blocchi di pietra staccatisi. Nulla è stato fatto.
Constatato che le Istituzioni rimanevano indifferenti all’abbandono e all’imperversare della natura con arbusti ed erbacce che si erano impossessate delle strutture del ponte lo scorso mese di giugno venne organizzata una giornata di interventi straordinari manutenzione e pulizia a cui aderirono alcune associazioni e tantissimi cittadini.
A quasi un anno di distanza nulla è cambiato, le pietre staccatesi sono state trascinate dalle piene invernali del Basento a qualche metro di distanza, la vegetazione ha ripreso a crescere e con l’approssimarsi della primavera tutto il ponte sarà di nuovo circondato da arbusti e vegetazione spontanea.
Possibile che in questa città non c’è rispetto per le poche testimonianze del passato?

DAL BLOG “vivipotenza” 9 marzo 2016