Leonardo Pisani
dI LEONARDO PISANI
Nel 1964, sessanta anni fa, quel giovane ragazzo, non immaginava che quella canzone potesse diventare colonna sonora di un film, che avrebbe fatto epoca e neanche sarebbe diventata un brano immortale. Lo stesso regista non si sarebbe mai aspettato che quella pellicola sarebbe diventata un successo: tutto sembrava remare contro sin dell’inizio. Figurarsi a immaginarsi che avrebbe ottenuto l’Oscar per il miglior film. Una cosa però sapeva bene, in quel periodo ascoltava, quasi in modo ossessivo, un duo e li voleva come autori della colonna sonora. Si chiamavano Simon & Garfunkel, Il casto doveva essere prestigioso, Doris Day nel ruolo di Miss Robinson, Robert Redford in quello di Ben. Ma Doris Day rifiutò sdegnata il ruolo di una donna di dubbi costumi e poi fu scartato il biondo Redford: troppo bello e figo per interpretare l’imbranato Ben. Per il ruolo del padre di Ben si pensò a un attore conosciuto ma non era una star.
Stare a casa ad accudire i figli è il lavoro più importante del mondo. Perché le donne non dovrebbero farlo, visto che sono le migliori tra i due sessi?». Nonostante quel cognome Bancroft dalle sonorità gallesi e inglesi, Anne era italiana, anzi lucana. «Sono figlia della prima generazione di immigrati italiani negli Stati Uniti – l’attrice raccontava in un intervista impossibile ad Adamo Bengivenga – la mia famiglia era originaria di Muro Lucano un paesino in provincia di Potenza. Il mio nome vero è Anna Maria Louisa Italiano e sono nata a New York, nel quartiere dei duri con la mascella volitiva… ovvero il Bronx». Una Diva sì. Una Star certo ma che proveniva da una umile famiglia; madre centralinista e padre sarto. Talento e Bellezza, capacità ma anche tanta tanta gavetta e studio: Anne studia danza e di recitazione all’American Academy of Dramatic Arts di New York, con lo pseudonimo il nome di Anne Marno, e frequenta l’Actors Studio che le permette di recitare nei più grandi teatri di Broadway, una delle tante accanto a Henry Fonda e guadagnò un Tony Award.
Poi, soli 21 anni esordì con Marilyn Monroe nel film “La tua bocca brucia,”nel tempio del cinema, sulle colline di Hollywood. Sul grande schermo e nella cinematografia diventa stella indiscussa, girando in tutta la sua carriera ben 52 film con registi del calibro di Lynch; Ford; Pollack, Jodie Foster, Lumet solo per citarme qualcuno fino al 2001, e 6 famose pellicole per la tv tra cui Gesù di Nazareth, con la regia di Franco Zeffirelli nel ’77. E un Oscar nel 1963 come Miglior attrice per Anna dei miracoli.
Le sue umili origini, madre centralinista e padre sarto, non le hanno impedito di realizzare il suo più grande sogno costellato di illustri registi e grandi riconoscimenti. Così nel 1964 – ritorna sempre questo anno…- vinse per la seconda e terza volta il premio Miglior attrice straniera e Miglior attrice protagonista al festival del Cinema di Cannes, rispettivamente con Frenesia del piacere, e 84 Charing Cross Road.
Nel 1965 e ’68 si aggiudica i Golden Globe Migliore attrice in un film drammatico con Frenesia del Piacere.
La vita privata fu non meno vivace di quella pubblica e nel 1953 sposò Martin May, ma l’unione durò soltanto 4 anni. Il vero amore arrivò nel 1964 – sembra un numero voluto dalla cabala…- quando il 5 agosto, convolò in seconde nozze con il regista Mel Brooks col quale ebbe un figlio e girò ed interpretò anche alcuni celebri film: Mezzogiorno e mezzo di fuoco , L’ultima follia di Mel Brooks; Essere o non essere¸ Dracula morto e contento . Del geniale Mel raccontava: “Ci sposammo nel municipio di New York, in una cerimonia praticamente semiclandestina. Pensi che fermammo dei passanti per strada chiedendo loro di farci da testimoni per le nozze. Più che bizzarro, lo definirei unico!”.
Nel 1980 scrive, dirige e interpreta il suo unico film da regista Pastasciutta amore mio, in cui rende omaggio alle sue radici italiane. Anne, spesso rispolverava la sua italianità, cercando di parlare anche quel suo italiano un po’ maccheronico, ma che sentiva tanto suo, perché quella italianità, ereditata dal padre e soprattutto dalla madre lucana, la sentiva sua e la trasmise anche al marito. Ricordo su Mediaset, il grande Mel che parlava di Muro Lucano.
Con il marito , negli anni ’90 parte per un tour dell’Italia, che prevede, tra le tappe, anche quella lucana, con il ritorno alle origini. Ragioni a noi sconosciute, però, deviarono il percorso di viaggio e Anne morirà, il 6 giugno 2005 per un tumore all’utero, senza mai metter piede a Muro Lucano, anche se lo sentiva un po’ suo.
