di FRANCO CACCIATORE
Il recente ritorno in Italia di reperti archeologici trafugati e ritrovati dal Comando Tutela del Patrimonio Culturale dei Carabinieri al Getty Museum di Los Angeles, ci riporta alla mente la rapina a mano armata subita dal Museo “Massimo Pallottino” di Melfi.
Doveva essere un fine settimana del mese di luglio 1994 verso mezzogiorno, quando ci fu l’irruzione nel museo, allora solo in tre sale del corpo centrale del castello federiciano, con accesso sul cortile d’ingresso. Individui, arma in pugno, miravano immediatamente a vetrina che sfondavano e si impossessavano di nove fra crateri e anfore del IV secolo a.C., facente parte del corredo funerario di guerriero, con particolari raffigurazioni del viaggio del defunto verso l’aldilà e rappresentazioni di corteggio che conduce all’immortalità. Reperti che, trafugati in scavi clandestini a Lavello, erano stati già recuperati dai Carabinieri nel 1977 a Lucera e collocati nel museo di Melfi.
il gen.conforti
A raccontarcelo lo stesso Conforti, a Melfi nel 2015, nella nuova veste di Presidente della Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali. Nel 1995 era alla ricerca della provenienza di alcuni reperti sottomarini. In una foto scattata nei depositi del materiale recuperato, Conforti intravede in un angolo i reperti sottratti al museo di Melfi e li riconosce. Erano stati trafugati personalmente o forse dai suoi assoldati, da un noto trafficante napoletano, che era solito rifornire proprio il Getty Museum, e ritrovati al Museo di Monaco di Baviera.
l’allora ministro antonio paolucci
A seguire la restituzione alla presenza del Ministro ai Beni Culturali, Prof. Antonio Paolucci. Lo studioso ricorderà così quella cerimonia: “Quando arrivai a Melfi rimasi stupito della bellezza dei luoghi, della maestosa imponenza del castello dell’Imperatore e ammirato per il Museo”, del quale approvò con soddisfazione la richiesta di intitolazione al “grande” etruscologo Massimo Pallottino, che operò per l’istituzione della struttura.
Nelle foto: Vetrine con le anfore e i crateri trafugati , Castello di Melfi, ingresso alle sale del museo – La sala con i reperti della rapina, ritrovati dai Carabinieri –– Il Generale Roberto Conforti – Il Ministro Antonio Paolucci.
