Dire che la montagna ha partorito il topolino in ordine alla soluzione data all’ annosa questione degli stabilimenti balneari è dire quasi niente. Meglio sarebbe ricordare che assessori e consiglieri di tutti i colori politici hanno sempre detto agli imprenditori delle vacanze “ state sereni”. E , come tutti quelli che sono stati sereni, in questi tempi in cui tra il dire e il fare sta di mezzo il mare, oggi arriva la fregatura di una Regione che si scarica del problema delegandolo ai Comuni. E’ questo il portato di un disegno di legge di disciplina in materia di difesa della costa e per l’esercizio di funzioni amministrative sul demanio delle aree marittime, che in pratica delega ai Comuni compiti che erano in capo all’ufficio demanio marittimo della Regione. Il fatto è che da venti anni  si aspetta una pianificazione che manca e che ,arrivata al punto finale, per un motivo o per l’altro tornava sempre a quello di partenza. E l’elemento di rottura era sempre l’intervento a gamba tesa dei Comuni che non sono mai riusciti a mettersi d’accordo su un indirizzo unico entro il quale operare, soprattutto per quanto riguarda l’assegnazione delle concessioni.

Spiaggia La Secca di Castrocucco di Maratea

Ora, questi imprenditori, stretti da una direttiva europea che impone di mettere a gara le concessioni, dimenticando che su di questi esercizi c’è gente che ha messo soldi propri da vent’anni per renderle accoglienti, vedono la regione che se ne lava le mani e i Comuni che sono pronti ognuno a fare di testa propria, chi più spavaldo , chi, e sono la maggioranza, più attento a non prendersi responsabilità e a tenere il sedere ben vicino al muro. Cioè se un ente legislativo che comunque dialoga con il Governo attraverso il Comitato delle regioni e può concertare comunque un’azione comune con lo Stato ( come la Liguria sta cercando di  fare a tutti i livelli, compreso quello europeo, considera la sua azione conclusa  trasferendo funzioni di difesa del mare e di vigilanza sul demanio ai Comuni, senza aver prima fatto un piano di sistemazione generale della costa e un conseguente piano dei lidi, significa soltanto che queste persone dopo essere state prese in giro per trentanni, dovranno tornare all’origine, a quando i Sindaci facevano il bello e il cattivo tempo, a te si, a te no. E’ una grande fregatura. La dimensione comunale è inappropriata rispetto a queste questioni. Significa solo tornare al far west. E rompere l’unità della categoria che sinora era un ancoraggio per il dialogo tra operatori e istituzioni. Rocco Rosa