PIO ABIUSI*
Con il verbale di presa in possesso ed occupazione d’urgenza di beni immobili occorrenti per l’esecuzione dei lavori per la realizzazione del radar meteorologico da installare presso il sito di monte Li Foj- Comune di Picerno siamo semplicemente al ridicolo da parte dell’Ufficio Previsione e Prevenzione del Rischio della Dipartimento della Protezione Civile. L’urgenza sarà dettata certamente da una questione contabile che è quella di giustificare agli organi di controllo la spesa già sostenuta in maniera improvvida, datata nel tempo e mai andata in esercizio. Con il tempo trascorso abbondantemente la tanto dibattuta V.Inc.A. concessa in forma condominiale dalla Regione Basilicata e dalla Provincia di Potenza sul finire del 2015 è abbondantemente scaduta. Le linee guida nazionali per la valutazione di incidenza fissano una validità temporale del parere di Valutazione di Incidenza in 5 anni, termine oltre il quale l’autorizzazione è da considerarsi nulla. Nel nostro caso sono trascorsi quasi 10 anni! L’urgenza paventata nel decreto di occupazione emesso dall’Ufficio della Protezione Civile è semplicemente ridicola. Circa l’istallazione del Radar a Monte Li Foj venne indetta una conferenza dei servizi a Roma il 19 Gennaio 2016 ed i lavori si conclusero con quella del 18 Febbraio 2016. Nacque un contenzioso vivace con il comune di Picerno al quale, nella parte finale, la Regione Basilicata pur avendo visto di buon grado l’iniziativa nella prima fase non partecipò. Si era alle prese con un Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata in grado di conoscere la rotta e di mantenerla. Il progetto aveva preso piede nel 1992 quando venne istituito il “sistema di allerta nazionale per i rischi idrogeologici ed idraulici” e le reti radar anche in versione militare erano ancora operative anche se si iniziava ad utilizzare le reti satellitari che però non permettevano rilevazioni tempestive. Oggi le reti satellitari sono una realtà consolidata, tanto è che nel corso del contenzioso che si instaurò già nel 2016 l’o ordinanza della IV sezione del Consiglio di Stato respinse il ricorso della Presidenza del Consiglio per la riforma dell’ordinanza del T.A.R. della Basilicata e rinviò l’esame dello stesso ai tempi della sentenza facendo rilevare che la rete nazionale nella quale si sarebbe dovuto integrare il radar di Monte Li Foj era incontestabilmente in grado di funzionare anche in assenza dello stesso. Oggi, nel 2025 , la situazione non è cambiata per ciò che concerne il funzionamento della rete dei radar ma i dati satellitari che si attingono con una semplice App hanno sostituito del tutto la sua funzionalità. Tanta era accertata la indispensabilità dell’opera e la infungibilità del sito prescelto che esso era già stato individuato nel 2005 e confermato nel 2013 ; per la ricerca tecnologica che avanza a velocità stratosferica parliamo di un’ epoca giurassica, non siamo su scherzi a parte ma era quanto dichiarato nella Sentenza del Consiglio di Stato del 31/05/2018. Tanto era la indispensabilità dell’opera che passò altro tempo da quella sentenza si arrivò a Luglio 2020 e l’allora capo della Protezione Civile Nazionale, in visita in Basilicata, non fece altro che ribadire come fosse urgente ed indispensabile l’istallazione del radar, ad onor del vero sulla indispensabilità dalla istallazione fu sfumato per essere in qualche modo credibile. Sono passati quasi 5 anni ancora ed è naturale che essendo passato tutto questo tempo anche il latte è venuto a scadenza! Si riparta da capo istruendo la pratica per ottenere il parere di Valutazione di Incidenza perchè quello a suo tempo concesso sul finire del 2015 e validato dal magistrato nel 2018 è scaduto da tempo in maniera ingiustificata e quindi è nullo.
*x Associazione Ambiente e Legalità
