Nella seconda metà degli anni settanta, la Rai diede un notevole incremento alle ore di trasmissione riempendo i suoi palinsesti con una ricca programmazione: dall’intrattenimento alla cultura, dagli spettacoli allo sport e al cinema, dall’informazione ai talk show e infine ai programmi contenitori, lunghe dirette da studio e collegamenti in esterna.
Nel 76 esordiva ” Domenica In ” condotta da Corrado, un programma fiume, che copriva tutte le ore pomeridiane.
Creata, anche su sollecitazione del Governo per aiutare gli italiani a rimanere a casa la domenica, a causa della austerità imposta dai forti rincari del costo della benzina, l’offerta dei programmi seguiva di pari passo l’evoluzione tecnologica degli studi televisivi e radiofonici, e delle apparecchiature e delle tecniche di ripresa sempre più innovative ed affidabili per un prodotto di qualità , oltre che più maneggevoli per le troupe esterne addette ai telegiornali.
La prima trasformazione significativa avvenne nel 1976 con l’introduzione della televisione a colori in Italia.
Nacque in quegli anni anche un appassionato dibattito politico-economico su quale sistema a colori scegliere: se il Secam, un brevetto francese o il sistema Pal, brevetto tedesco.
Fu scelto il sistema pal, e cosi, a partire dal 76 in poi, le nostre case si riempirono di televisori a colori marchiati TelefunKen, Grunding, Siemens, Nordmende etc.
Un’altra innovazione storica fu lo sviluppo delle sedi regionali grazie alla legge di riforma RAI del 1975 che istituì nelle 21 sedi regionali, altrettanto piccoli centri produttivi televisivi.
Il progetto si concretizzò negli anni successivi favorito dell’avvento dell’elettronica di semiconduttori e circuiti integrati in sostituzione delle obsolete valvole termoioniche.
Fu allestito presso la sede di via della Pineta un piccolo studio televisivo: una sala di messa in onda e una regia TV.
Le salette di montaggio video-audio furono equipaggiati con impianti sofisticati e apparati di ultima generazione.
L’ RVM Ampex permetteva il controllo preventivo delle notizie da mandare in onda, a cui era possibile semplicemente apportare tagli e
correzioni senza far saltare il processo di produzione.
Videoregistratori ampex
Nacquero nuove figure professionali: le Troupe Electronic News Gathering (ENG), erano troupe televisive leggere per le riprese in esterno degli eventi per il telegiornale.
Per quanto riguarda la composizione tipica delle troupe ENG, questa variava in base al tipo di evento che si doveva registrare.
Il personale tipo di una troupe completa era di solitoessere formato da:
Operatore di ripresa
Specializzato di ripresa
Fonico
Giornalista
Non sempre però era richiesta la presenza del fonico.
L’operatore di ripresa operava con la telecamera ed eventualmente si occupava del posizionamento delle luci, inoltre posizionava la telecamera, e sceglieva l’inquadratura insieme al giornalista. Provvedeva inoltre alla regolazione ed ai vari settaggi della telecamera come temperatura del colore, bilanciamento del bianco ed altri vari parametri di controllo.
Lo specializzato di ripresa era in pratica l’assistente dell’operatore, si occupava di supportare gli spostamenti e la sistemazione dell’attrezzatura , aiutava a montare le luci, ecc.
Il 15 dicembre del 1979, dopo alcuni numeri zero, il via alla messa in onda del primo numero dell’edizione serale del TG Basilicata. Un inizio entusiastico e pieno di passione.
Una troupe ordinaria era composta da un giornalista, un operatore di ripresa che portava a spalle una telecamera RCA, di casa americana, e uno specializzato di ripresa che a tracollo aveva un registratore video magnetico, e un faro a mano per le riprese notturne.
Successivamente nacque anche l’edizione delle 14, e molto tempo dopo anche l’edizione della notte.
Esisteva solo un ponte audio ausiliario transistorizzato per i circuiti telefonici e telesciventi tra la sede di Potenza e Roma.
Antenne trasmittenti Tv- Mf
Per irradiare in diretta il TG regionale fu necessario collegare la sede al centro di monte Pierfaone e quindi alla rete dei collegamenti nazionali.
Fu montata una tratta video bidirezionale a 11 Ghz, tra la sede di via della Pineta e il centro di Monte Pierfaone per mandare in onda il TG prodotto dallo studio di Potenza.
Un’altra infrastruttura mobile di cui si doto’ la sede a metà degli anni ottanta fu un pullmino attrezzato per le riprese, il montaggio e per le dirette tramite una dotazione di una coppia ponti radio mobili della Thomson.
Ciò al fine di consentire l’instradamento dei segnali, dal punto di ripresa, agli studi di via della pineta o in ambito nazionale.
Il satellite era ancora prematuro per l’utilizzo, bisogna aspettare i primi anni 90′.
Studio televisivo sede RAI Basilicata
Con la partenza della tv, la sede cambiò aspetto e missione, aumentando notevolmente le ore di trasmissione per i notiziari regionali, per i due programmi televisivi settimanali e tutti i contributi dei servizi video che la sede produceva per le testate nazionali.
Di pari passo anche l’alta frequenza regionale gestita dal reparto miaf ( manutenzione e installazione impianti alta frequenza) realizzò la terza rete regionale.
Negli impianti ripetitori esistenti che già irradiavano la prima e seconda rete si aggiunsero i trasmettitori e ripetitori di RAI 3 Basilicata.
Furono costruiti anche tanti piccoli ripetitori per servire zone scarsamente abitate.
Il forte sisma, di grado 10 della scala Mercalli, che colpì la Campania e la Basilicata, il 23 novembre del 1980, si tramuto’ in una grande opportunità per la sede RAI Basilicata.
Alle 19,42 Mario Trufelli dette per prima la notizia e l’allarme, in diretta radio dagli studi della Basilicata, all’Italia intera.
Comunicò, dieci minuti dopo l’evento, il forte impatto che il sisma ebbe sulla popolazione, tutta riversata per strada, frastornata, e in preda alla paura preoccupata della sorte degli altri familiari.
Furono mesi di intenso lavoro giornalistico e la giovane sede RAI di Potenza fu messa sotto pressione.
Ogni giorno arrivavano troupe del Tg1-2 e 3 e anche della radio, per fare dirette nazionali su tutte le testate.
La redazione giornalistica e i tecnici della produzione dovevano, da un lato, supportare le testate nazionali, e ,dall’altro, confezionare notizie per il TG regionale della sera.
Sempre sotto l’incubo delle continue scosse di assestamento.
Erano giornate frenetiche di lavoro da parte del giovane personale tecnico e giornalistico, ma soddisfacenti sul piano umano e professionale perché tutti quelli che vi lavoravano erano consapevoli ed orgogliosi di offrire un utile servizio alla comunità regionale e nazionale.