Il 20 e il 21 settembre si terrà il referendum per il taglio dei parlamentari . La proposta di legge è di ridurre il numero a 600.
VOTERO’ NO convintamente per una serie di motivi.
Il taglio dei parlamentari andrà ad incidere sulla quantità ma anche sulla qualità della rappresentanza politica. Se a candidature “storiche” e nomine “segretariali” si dovesse aggiungere la riduzione del numero dei parlamentari si andrebbe a mortificare il principio di rappresentanza e di sovranità popolare.
La riduzione dei parlamentari creerà disuguaglianze territoriali penalizzando alcuni territori, in particolare quelli più piccoli. Alcuni cittadini vedranno ridotto il peso del loro voto e la forza della loro rappresentanza rispetto ad altri di diversa provenienza. La Sardegna passando da 8 a 5 Senatori avrà una diminuzione di rappresentanza pari al 37%; Il Veneto passando da 24 a 16 Senatori una diminuzione del 33%; la Basilicata passa da 7 a 4 Senatori con una diminuzione del 42%. Differenze inspiegabili e antidemocratiche.
La riforma si riduce a un mero taglio del numero dei parlamentari e non andrà ad incidere sul funzionamento delle Camere. Non ci saranno miglioramenti di efficienza e speditezza nei lavori e nelle procedure, ma solo una diminuzione della rappresentanza. Una riduzione dei parlamentari si poteva valutare se fosse stata inserita nell’ambito di una riforma più complessiva che prevedesse altre modifiche, sia sul versante della legge elettorale (per non mortificare alcune rappresentanze territoriali rispetto ad altre) che su quello delle regole e delle procedure ( passaggio al monocameralismo o novità procedurali).
Il risparmio si riduce a una cifra irrisoria: lo 0,007% del bilancio dello Stato. Se proprio di risparmio si deve parlare tanto valeva salvaguardare la rappresentanza e diminuire le indennità a tutti del 15-20% ed eliminare alcuni privilegi (ricordo il recente ripristino dei vitalizi); di più mi sembrerebbe troppo per chi come me pensa che la democrazia non sia un costo da tagliare ma un bene da tutelare. Deve essere consentito a tutti, anche a chi non ha una piena autonomia economica di svolgere il ruolo di rappresentante del popolo se chiamato dagli elettori a svolgerlo. Non è giusto che a fare politica sia solo chi sta bene economicamente. Io sono per il finanziamento pubblico dei Partiti (con obbligo di rendicontazione ) e per la agibilità politica dei rappresentanti del Popolo.
Un Parlamento con meno Deputati e Senatori è più facilmente soggetto a pressioni e controlli dei poteri forti : solo un ingenuo può pensare che i poteri forti oggi siano la Camera e il Senato.
