Solo qualche giorno fa avevamo scritto sulla necessità di riorganizzare la spesa della regione e degli enti sub regionali, non sapendo che alla questione stavano già lavorando da tempo. Oggi, nella conferenza stampa indetta dal Presidente Pittella, sono usciti cifre e azioni che non lasciano dubbi rispetto alla volontà di questo Governo regionale di fare le cose sul serio. Anche perché non c’erano tronconi da tagliare ma tanti rami secchi da sfoltire:, dalle sedi in affitto, alla riduzione del parco auto, alla ricontrattazione dei canoni di locazione, alla riduzione dei compensi ai direttori generali e dei commissari, all’efficientamento energetico di sedi come l’Università, alla riduzione delle consulenze esterne. E soprattutto un sistema di acquisto da riorganizzare con la nuova centrale degli acquisti che entra in funzione in questi giorni. 61 milioni e passa non sono poca cosa, soprattutto perché sono riduzioni operate sul fronte dei costi di gestione, cioè delle spese correnti. La scure si abbatte soprattutto sulla sanità, che partecipa con 40 milioni e passa alla riduzione triennale. Non poca cosa se si pensa che solo l’acquisto programmato ed unificato dei farmaci porta ad una riduzione di spesa di 33 milioni di €. Ma, a piccole cifre, partecipano tutti gli altri enti subregionali, dall’acquedotto lucano, ai consorzi di Bonifica ( che, se partecipa alla spending, vuol dire che il suo Commissario ha fatto una specie di miracolo) all’Alsia, alla Sel, alle autorità di bacino, all’Apt. Quindi da una parte c’è consapevolezza dei nuovi doveri di una Regione che deve tagliare gli sprechi, dall’altra c’è la paura che questi tagli possano incidere sulle fasce più deboli. Ad una nostra osservazione al riguardo, il Governatore Pittella ha risposto che quello che ha fatto questo Governo sulle fasce più deboli è veramente eccezionale, dai copes, al reddito minimo, all’handicap. Noi sommessamente gli abbiamo suggerito che ci sono cose che non hanno bisogno di soldi, tipo una corsia straordinaria di priorità nella liste d’attesa per quelli che hanno l’indice ISEE della povertà assoluta. Basta mettersi d’accordo con i medici di famiglia per una certificazione di assoluta priorità non solo rispetto alla gravità dei problemi di salute, ma anche alla assoluta impossibilità di fra fronte con mezzi propri alle spese d accertamento diagnostico. Volere è potere.