C’è da dubitare fortemente che la crisi alla Regione sia risolta , nel senso che si siano superati gli ostacoli e le incomprensioni che l’hanno determinata. C’è l’assicurazione dei vertici dei quattro partiti, uno dei quali privato proditoriamente dell’unico rappresentante in Consiglio, di voler affrontare un riassetto alla scadenza di novembre, ma niente che possa segnare un cambio di passo nella operatività degli organi. Anzi, si ha la sensazione che si sia passati ad una specie di accantonamento dei problemi e che si sia entrati in una situazione di provvisorietà e di incertezza che rende ancora più difficoltoso, incerto e debole, il cammino della massima Istituzione territoriale. La sensazione di vivere la giornata per come viene è forte e, accanto ad essa, si fa strada la percezione di un Governo non decidente, che non si pone né scadenze,né obiettivi , perchè le problematiche esistenti sono così sovrastanti e incombenti da seminare sconforto e  sfiducia , quasi una resa non dichiarata ma praticata. Di energia se ne vede poca, sicuramente per la non  dimestichezza con l’attività di governo di un certo numero di assessori ,che alla prova dei fatti, hanno dimostrato poca energia, poca iniziativa e sguardo corto rispetto all’azione di impulso da portare nei settori. Ora due sono le cose: o si vive la crisi non capendola e pensando che tutto va bene madama la marchesa, e in questo caso il risultato sarà disastroso per tutti, oppure  la situazione politica determinata da una legge sostanzialmente pericolosa perchè di fatto impedisce il ricorso a professionalità esterne, è tale che il Presidente si trova a fare il pane con il materiale che ha, poca farina e molta crusca. E però , se le cose dovessero continuare ad andare male ( e, per esempio, i segnali su come si sta affrontando il tema della vaccinazione purtroppo non parlano di un cambio di passo rispetto al recente passato  ) il presidente Bardi non può che allargare il perimetro della maggioranza per avere più consenso e più energia. Perchè il rischio è che continuando con l’andatura lenta , si arrivi in ritardo agli appuntamenti che servono per la Basilicata, e, alla fine della giostra, ci sarà un unico capro espiatorio nella persona  di chi ha  in prima persona la responsabilità della guida della Regione. Ci sono due emergenze che debbono trovare soluzioni rapide: la riorganizzazione degli uffici dirigenziali, con la fissazione di obiettivi e di regole, e il miglioramento della risposta dell’esecutivo. Che lo si voglia fare con i sottosegretari o con i consiglieri delegati a singole materie,( e l’esperimento della Sileo sembra essere partito bene), ovvero con l’allargamento al centro ( sintomatico il riferimento di Polese ad Italia Viva come ad un partito “liberale e moderato”, espressione che sembra un colpo di spugna sul passato dei due rappresentanti regionali). C’è da scommettere che a Novembre ( se si arriva in piedi) si parlerà anche di questo. Il problema è, appunto, come arrivarci. Rocco Rosa