ROCCO ROSA

Il rinvio per due volte della discussione in consiglio regionale sul Recovery Fund  è la plastica dimostrazione di una politica che non riesce a volare alto, tutta concentrata com’è nella cura degli interessi di bottega. Il ballottaggio di Matera non è che un pretesto per rimandare un dibattito nel quale il Governo regionale non è pronto a portare una proposta definita, anche perchè manca la premessa di un piano strategico regionale che è in via di elaborazione. Ma al fondo  della questione, c’è il terreno scivoloso di un redde rationem all’interno di alcuni partiti e che inevitabilmente influisce sulla stabilità politica dell’Esecutivo regionale. Come per il Comune di Potenza la questione sussidio per le partite IVA ha costituito il pretesto per regolare alcuni conti interni nella formazione di Nicola Benedetto, defenestrando la Padula , rea di essere stata messa lì per ordine del capo politico ma senza il consenso dei consiglieri, così a livello regionale si sta organizzando l’attacco  all’assessore Rosa, la cui presenza in giunta non sembra più rispettare i rapporti di Forza all’interno del partito della Meloni, passato sotto l’egemonia di Caiata. E siccome certi attacchi non si giocano frontalmente ma di carambola o di sponda, allora esce fuori la Lega con un attacco frontale all’assessore , reo di aver consumato in quel di Avigliano un rapporto elettorale anomalo con esponenti di sinistra.  In tutte queste situazioni, le contraddizioni e i paradossi non mancano: dal Sindaco Guarente che rispetto a due assessore che hanno avuto gli stessi comportamenti poco etici, incassando il sussidio per lo stesso motivo pur avendo l’indennità di giunta che le garantiva per il periodo di esercizio della funzione pubblica, usa due pesi e due misure, alla Lega che chiude un occhio rispetto ad una macroscopica scorrettezza del Sindaco Cicala che , con i fondi delle royalties, propone, finanzia e pubblica un avviso fatto a misura anche per la sua impresa, commettendo una evidente invasione di campo a vantaggio personale. Ma queste sono bazzecole per i leghisti, una sciocchezza rispetto al peccato mortale di Rosa, che ha fatto quello che si fa in tutti i  paesi della basilicata, dove destra e sinistra si ritrovano in liste civiche nelle quali si mescolano tanti ingredienti, dalla parentela, all’avversione preconcetta, alla vicinanza di famiglie, ai diverbi e dissidi che vengono da lontano. Di situazioni del genere si potrebbe riempire un intero archivio di Stato . La speciosità di questo presunto incidente eletto a casus belli politico non depotenzia però l’assalto che si sta organizzando nei confronti di Bardi affinchè proceda ad un rimpasto che, se non serve a dare maggiore vigore all’esecutivo, certamente serve a confermare gli equilibri esistenti  all’interno dei due partiti sovranisti, con la messa in discussione della Merra da un lato e di Rosa dall’altro. Solo che mancando il comune denominatore di un comportamento politico, si può facilmente argomentare che se Bardi si incammina verso questo ricambio, si sa da dove si parte e non si sa dove si finisce. Rocco Rosa