Un paio di segnali i consiglieri regionali li hanno mandati al presidente Bardi per dire che la luna di miele è finita e che bisogna organizzare la convivenza nella maggioranza partendo dal presupposto che i voti andati a Bardi sono passati, la gran parte, attraverso il sacrificio di eletti e non eletti nelle varie liste. Cioè , va bene che è Generale, ma la truppa ha vinto la battaglia e la truppa va rispettata. Così il Governatore ha dovuto fare marcia indietro sull’esclusione dei comunicati dei consiglieri da Basilicata net, ha dovuto andare sotto in Consiglio per l’uscita, affatto casuale, di due consiglieri di maggioranza e si è dovuto prendere un liscio e busso sui giornali dal capo del Movimento Idea, Nicola Benedetto, che ha rasentato la volgarità . Se l’attenzione delle forze politiche di maggioranza è minima sui temi che interessano la comunità, sul tema dell’occupazione degli spazi di potere è invece altissima e Bardi non può sperare di risolverla affidandosi alle decisioni romane. La guerra delle poltrone è una guerra locale e chi alza le braccia in Consiglio regionale ha imparato che quel gesto è abbastanza condizionante per la stessa tenuta della squadra. Il pericoli maggiori per la tenuta della maggioranza vengono innanzitutto da Nicola Benedetto, il quale si è visto tradito nelle attese: doveva fare il sottosegretario alla presidenza nella versione classica di chi sostituisce il presidente e invece non solo è stato ricondotto ad un semplice aiutante di campo ma è stato affiancato da un secondo sottosegretario, proprio a rimarcarne il ruolo di una collaborazione che esula dalla giunta e che riguarda solo ed esclusivamente la organizzazione interna della Presidenza. ora, detto tra noi, Benedetto non ha bisogno di qualcuno che gli trovi da lavorare e le sue mire vanno dalla Presidenza della regione in su. Quello sgabello doveva essere un trampolino di lancio politico per arrivare alla agognata Camera dei deputati, ma lo sgabello è risultato sgangherato e tale da non sorreggere politicamente il personaggio e le elezioni si sono allontanate fino a comprendere la fine naturale della Legislatura. Per di più lo scenario è cambiato nel giro di un mese e oggi quello che sembrava un a maggioranza da Freccia Rossa, capace di portarlo a Roma, si sta dimostrando contendibile , con il profilarsi di una alternativa cinque stelle-centrosinistra che potrebbe far cambiare il risultato elettorale. Così stando le cose, il Governatore Bardi deve annotare sul taccuino , lui che non conosce le dinamiche lucane né tantomeno i personaggi, che Nicola Benedetto è troppo ambizioso per accontentarsi di uno strapuntino, e che è capace di rivoltare il tavolo liddove ne trova la convenienza. Ha già dimostrato che dei gradi se ne frega , lui che i distintivi li ha nel portafoglio. La musica è appena cominciata. Rocco Rosa.
REGIONE, LA TRUPPA E’ SCONTENTA
