Il messaggio politicamente più rilevante che arriva dalla imminente messa a terra degli investimenti derivanti sia dal PNRR sia dai due fondi settennali FESR e FSE, è che bisogna portare nella loro gestione trasparenza e coinvolgimento. Qui non ci va di mezzo solo il risultato politico del Governo regionale, ci va di mezzo il futuro stesso della Basilicata e nessuno dei lucani, sia che indossi una maglietta partitica sia che non l’indossi,ci sta a perdere questo ultimo tram . L’attenzione non può che essere alta , soprattutto di fronte all’esperienza maturata in altre circostanze e che ha visto scelte che hanno portato poco o nulla alla collettività e molto ai singoli privati , soprattutto quelli più bravi a farsi trovare per primi sotto il rubinetto della spesa pubblica. Il gas gratis è un ottimo risultato per i lucani ed è un esempio di come la direzione delle decisioni politiche debba incrociare il volere e soprattutto la vita della collettività regionale. Ma esso sbiadisce di fronte all’importanza di quello che è in cantiere , sul piano delle infrastrutture, su quello della transizione energetica, su quello dello sviluppo occupazionale , per cui il tema che alcuni si stanno ponendo è che non ci si può accontentare dell’uovo di oggi, ma bisogna coltivare e far crescere la gallina di domani. Come? Il primo tema è che non ci si può isolare in una maggioranza o in una Giunta regionale, ma bisogna decidere insieme agli altri, non per dividersi gli orticelli, ma per fissare in maniera concertata i punti cardinali di questo percorso gestionale: le scelte, le priorità, le ricadute reali delle azioni, i problemi. Ogni operazione che parta e si concluda nel perimetro di viale Verrastro, senza che sia passata da una discussione di merito con le forze imprenditoriali e sindacali e con un ampio coinvolgimento del Consiglio regionale, è destinata provocare una forte reazione sociale perché altissima è la posta in palio per tutti: o si prende quest’ultimo tram o si rimane a piedi per sempre. E dunque non basta solo un coinvolgimento formale, ma l’adozione di metodi di lavoro capaci di raccogliere ogni idea utile, ogni proposta sensata, ogni scelta di priorità. Quando si è lavorato in questa maniera, vedi ultimamente il provvedimento sul gas che ,partito malconcio, si è perfezionato nell’acoglimento di sugegrimenti e proposte di miglioramento fatte da Italia Viva e dai verdi lucani , oppure, nel passato, con i vari piani settennali europei, sia che si trattasse del Fears, o Fers o del Fse o della coesione territoriale, i risultati si sono visti con bandi che hanno colto nel segno le esigenze delle imprese lucane, creando, soprattutto in agricoltura, un supporto costante e concreto al miglioramento del settore. Né è peregrina la proposta ,venuta sia dagli imprenditori, sia da alcune forze politiche, di comporre una equipe di coordinamento con elementi che conoscono la Basilicata, intelligenze e professionalità che vivono in regione e che possono dare un contributo concreto e fattivo. Viceversa sarebbe un vero e proprio atto di sfiducia e un gesto di distacco dalla comunità regionale il rinchiudersi in una torre d’avorio e trattare la questione degli investimenti come se fosse uno strumento da maneggiare in segreto. Rocco Rosa
REGOLE E COMPORTAMENTI NUOVI PER GESTIRE UNA MONTAGNA DI SOLDI. ALTRIMENTI E’ DISASTRO
