La politica vista dalla cucina ha un’altra prospettiva. Che Renzi e Speranza si parlino non significa che lavorano per rimettersi assieme. La separazione c’è ed è definitiva , solo che, essendo giovani tutti e due, fanno come fa una coppia giovane quando si lascia: si parlano tranquillamente decidendo di non farsi male, di rimanere amici e possibilmente anche di continuare le frequentazioni comuni. E’ andato Speranza allo scoperto perché gli altri sono di diversa generazione, portano rancore , si insultano, anziché rammendare finiscono con l’accapigliarsi di nuovo. E poi Speranza sta salendo di peso proprio in frangenti come questi dove le parole si debbono misurare e i cocci se non possono aggiustarsi ,vanno almeno messi da parte per evitare di farsi male. Ecco, appunto, tutto questo avvicinamento ha un obiettivo comune ad entrambi: se si va nei collegi l’uno contro l’altro si rischia di regalare un considerevole numero di collegi alla destra che, più scaltra e disinibita, si accoppia e scoppia a stagioni, quella dell’amore elettorale e quella dell’odio nella gestione delle istituzioni. E’ qui il vero tema in discussione, se si guarda dalla cucina. Altro che modifica della legge elettorale! Sanno entrambi che ormai questo Rosatellum è come il gioco dei bastoncini cinesi e non si può muoverne uno, il più profondo, senza muovere gli altri e perdere la partita. E dunque parte una trattativa per vedere come e dove trovare i punti di convenienza elettorale, puntando ad avere collegi nei quali i “foderi combattono e le sciabole stanno appese”. Una assenza qui, una astensione lì, un riconoscimento della forza di ognuno collegio per collegio. Come conciliare tutto questo con il listino proporzionale è una operazione di una delicatezza unica, perché rischia di creare tensioni a livello locale, soprattutto in quelle regioni dove MDP è forte. Basilicata compresa. Al fondo di questa notizia c’è ,da una parte, il riconoscimento del ruolo di mediazione di Speranza, che non è cosa da poco, dall’altra la ricomposizione in chiave di gestione di potere delle presenze istituzionali. Insomma innamorati no, ma civilmente separati, alimenti compresi, si. La politica vista alla cucina ci porterà forse in basilicata un collegio a testa, giusto per non farsi male. Con grave disagio di chi nella lotta corpo a corpo, tutti contro tutti, sperava di trovare l’occasione per riportarsi in evidenza. Rocco ROSA
RENZI-SPERANZA, LA POLITICA VISTA DALLA CUCINA

24/06/2014 Roma, Montecitorio, il Presidente del Consiglio riferisce in Aula alla Camera, in occasione del prossimo Consiglio Europeo e del semestre di presidenza italiana, nella foto Matteo Renzi e Roberto Speranza