Quel gran genio del mio amico, con una penna in mano fa miracoli. Lucio Battisti mi perdonerà se al cacciavite ho sostituito la penna, e se alla moto un pezzo di carta, ma è con quella che quel genio del mio amico ha firmato il decreto con cui ha pensato di razionalizzare il traffico in città, preferendo alla giostra quotidiana delle auto in centro, uno spazio maggiore per il transito dei pedoni.

Come non apprezzare l’idea? La marea umana che invade letteralmente la città in questi giorni, per la gioia di commercianti e delle agenzie di accoglienza, meritava uno spazio adeguato e sicuro. Uno spazio libero transitabile, un percorso dove camminare senza essere costretti a pericolosi zig zag tra auto parcheggiate, marciapiedi stretti, motorini sfreccianti e bus turistici. Non proprio un boulevard alberato come lo hanno voluto chiamare, ma pur sempre un percorso agevole, separato dalla zona traffico.

Peccato che come tutte le cose improvvisate dell’ultimo minuto frutto di semplici intuizioni, costringe centinaia di altri cittadini, in questi casi meno uguali, a restare per ore in fila, bloccati, tra un incrocio e una strada senza via d’uscita. Impediti ad andare avanti  o indietro. In alcuni punti sarebbe bastato prevedere una segnaletica più efficace e un obbligo di canalizzazione del traffico per evitare strombettii e ingorghi, ma queste cose si possono prevedere se si ha esperienza sulla viabilità sostenibile. E, a quanto pare, a Matera non è stato possibile far di meglio benché ci fossero disponibili nel mondo professionisti del settore che hanno realizzato cose più complesse, in città meno transitabili di Matera. Professionisti al pari dell’architetto Boeri che ha progettato il terminal per la ferrovia che, un giorno, arriverà anche a Matera. Opere d’arte che restano per sempre.

E quel gran genio del mio amico, preso dall’impeto di avere una pagina tutta sua sul giornale locale, in occasione delle imminenti feste, non cik ha pensato due volte.: ha preso carta e penna e ha disegnato la sua strada pedonale. Probabilmente non è andata proprio così, ma di certo, pensando al “boulevard” in cemento, non ha considerato che Matera, oltre ai visitatori e ai pedoni, è frequentata da migliaia di lavoratori e altrettanti studenti che utilizzano autobus e macchine per raggiungere il posto di lavoro e le aule scolastiche che spesso si trovano in centro città. Senza un piano traffico adeguato , questi cittadini restano penalizzati in maniera insopportabilmente stressante.

La chiusura al traffico di una strada principale, sommata alla cancellazione di qualche centinaio di parcheggi, si è  tradotta  in un caos indescrivibile. Prevedibilissimo vista la scarsa possibilità di raggiungere Matera con altri mezzi che non fossero quelli a quattro o più ruote.

Matera, tra l’altro, è l’unica città d’arte in cui i pullman turistici possono attraversare la città gratuitamente da una parte all’altra, da nord a sud, parcheggiando dove capita, come meglio si può, per consentire la discesa e la risalita dei passeggeri, contribuendo notevolmente a ingorgare le strade principali di accesso. Per loro è stato realizzato anche un Terminal bus a pochi chilometri dalla città, gratuito, da cui però, difficilmente si può raggiungere il centro città a piedi.

Strade che si trasformano in serpentoni di automezzi inquinanti e rumorosi, guidati da autisti inferociti, impazienti e imprecanti che, in queste condizioni, di certo non possono godersi la città come dovrebbero. Perché, caro genio del mio amico, anche chi attraversa Matera per raggiungere il posto di lavoro gode della bellezza della città. E se pure costretto ad attraversarla per andare al lavoro nell’abitacolo di un automezzo, non è detto che non lo debba fare serenamente.

Sia chiaro, noi siamo per la riduzione delle auto, per la chiusura al traffico di tutti i tratti pedonali, per la mobilità sostenibile e per tutte quelle innovazioni che consentono una migliore vivibilità in città. Ma le condizioni perché questi vantaggi possano realizzarsi non possono prescindere da studi preliminari e analisi di fattibilità degli interventi. Immaginiamo che un piano del genere sia stato redatto e approvato. Ci chiediamo così, per dovere di trasparenza, chi e con quali competenze ha autorizzato i lavori? Dal nostro punto di vista è inimmaginabile che il nulla osta al progetto stralcio di viabilità da parte della politica, abbia trasformato un obbrobrio d’intervento in un progetto di viabilità sostenibile. Diciamolo, via, anche in questa circostanza, l’amministrazione ha alquanto improvvisato. Che male c’è ad ammetterlo? Non vi chiederemo le dimissioni per questo strafalcione e forse non ne terremo conto neanche da qui ad un anno quando il Consiglio comunale andrà a rinnovamento, ma un atto di umiltà aiuterebbe ad appianare la sensazione che i cittadini hanno di alcuni politici giudicati arroganti, presuntuosi e incapaci.

Del resto, se anche chi ha il compito di programmare, prevedere, calcolare non lo fa, allora siamo davvero al peggio che non ha mai fine. Ci auguriamo che non sia davvero così e che presto si rimedi all’errore che ha generato caos, intasamento e certamente maggior inquinamento da CO2 per via del maggior traffico in città.

Certe scelte impattanti vanno imposte gradualmente. I cittadini vanno informati, formati, sostenuti nella difficoltà. Quando non si hanno soluzioni tecniche compatibili e risolutive, si fanno sperimentazioni alternative, ma in maniera consapevole, con l’aiuto dei cittadini evitando di farlo loro malgrado e sulla loro pelle.

La città può contare su somme importanti messe a disposizione per tutti i miglioramenti previsti dalla nomina a Capitale Europea della Cultura, perché non si è scelto di fare un concorso internazionale d’idee per la sostenibilità del traffico? Un progetto che avrebbe davvero creato i presupposti per agevolare i tantissimi visitatori giunti a Matera con l’intento di godersi lo spettacolo storico architettonico e culturale dei Sassi (unica garanzia di successo tra le poche offerte dal programma di matera2019), senza che i residenti e i pendolari soffrissero per questo. Altro che resilienza. Ai materani, da qualche tempo, è richiesta pazienza e resistenza.

Matera merita una visione più ampia di quella che sta subendo. Troppe improvvisazioni, troppe contraddizioni da superare per una città che si è ritrovata a svolgere un compito ben più importante di quello che le aspettative più rosee avevano previsto. Ed è questo che fa emergere l’inadeguatezza di certe scelte e di certi manager-amministratori. Non si possono più tollerare scelte improvvisate e sprechi di denaro pubblico senza che la città e i materani ne traggano benefici.

Chi sa se anche quel genio del mio amico e i geni dei suoi amici, qualche volta, pensano a cosa resterà di tutto ciò dopo il 2019. Noi ce lo chiediamo spesso, ma tutte le risposte portano al nulla, al punto di partenza.

Giuseppe Digilio