Si va mettendo bene per i cittadini di potenza, di brindisi di montagna, di Anzi e degli altri del circondario: il Consiglio dei Ministri ha respinto la richiesta di proroga la permesso di ricerca petrolifera a Masseria Larocca Montegrosso. Nella serata precedente il Consiglio aveva ascoltato l’assessore all’ambiente della regione Basilicata Pietrantuono che aveva confermato l’atteggiamento di diniego della regione, dando conferma della nuova linea seguita dalla Regione dopo i fatti del Cova. Ovviamente è da mettere in evidenza che il fatto nuovo per questo cambio di direzione è venuto da un diverso atteggiamento del Governo che con i Ministri dell’ambiente e dello sviluppo economico ha preso atteggiamenti determinanti.I cinquestelle ovviamente esultano per questa scelta, ampiamente sollecitata dalla base del Movimento. Mattia, candidato presidente, spiega in una nota che “Il permesso è stato respinto  perché mancava la Via (Valutazione di impatto ambientale). La procedura di Via non era stata attivata, perché la Regione Basilicata, nel 2009, a seguito di una determina dirigenziale, aveva escluso la necessità che la Via venisse prodotta. In pratica, la Regione Basilicata, pur facendo propaganda, attraverso atti e dichiarazioni in cui diceva che l’autorizzazione non dovesse essere concessa, riteneva che il progetto di ricerca non fosse in contrasto con le norme vigenti in tema di tutela dell’ambiente e salvaguardia del territorio. Motivo per cui, le delibere di Giunta regionale successive (politiche e non tecniche), non apportando motivazioni aggiuntive di carattere tecnico, erano sempre inefficaci e in contrasto con la determina dirigenziale della Regione stessa del 2009, creando di fatto i presupposti per dar ragione alla compagnia petrolifera a seguito delle pronunce di Tar e Consiglio di Stato. A dipanare il contenzioso, è stata la determinazione e la scelta del Consiglio dei ministri e dei ministri Di Maio e Costa, che hanno deciso di non autorizzare la proroga del permesso di ricerca perchè mancava la Via con cui si sarebbero dovuti valutare i rischi ambientali. “Si tratta – ha dichiarato Antonio Mattia, candidato presidente alla Regione Basilicata del M5S – di un primo atto, tra i tanti che ci saranno, che servirà ad affrontare l’emergenza petrolio in Basilicata, così come è stato assicurato ai lucani dal M5S in campagna elettorale e dal vice presidente del Consiglio Di Maio, quando il 7 ottobre scorso ha tenuto un comizio a Potenza. Dopo decenni di devastazioni autorizzate e consentite dalla Regione Basilicata, dai governi nazionali di centrosinistra e centrodestra, – ha aggiunto Mattia – con il M5S al governo, i territori e i cittadini verranno salvaguardati. Con il M5S, i cittadini sanno che verrà sempre tutelato il bene comune e le multinazionali delle trivelle non potranno più agire indisturbate con la complicità delle istituzioni pubbliche, dei Pittella e dei De Filippo di turno. La Regione Basilicata, che finora è stata in mano al PD, non potrà più fare i doppi giochi propagandistici, come in questo caso, in cui, da un lato aveva autorizzato il permesso di ricerca petrolifera, senza richiedere la Via (Valutazione di impatto ambientale), e dall’altro presentava e annunciava ricorsi farlocchi al Tar, al Consiglio di Stato e alla Corte costituzionale. Con il M5S al governo della Regione tutto questo non accadrà più e i cittadini potranno stare tranquilli”.